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Comune condannato per la “movida”: il risarcimento scende a 200mila euro

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Tanto è stato il caos e il clamore, quante le polemiche e le denunce, al punto da far nascere persino un neologismo: “malamovida”. Anni di schiamazzi, urla e risate sguaiate trascinate nel cuore della notte da brigate di ubriaconi a spasso per locali e rivendite di alcolici, per cui ora il Comune di Torino dovrà risarcire 29 residenti di San Salvario per 200mila euro e prendere provvedimenti entro sei mesi, per non incorrere in una penale da riconoscere agli stessi. Una cifra sei volte più bassa rispetto ai quasi 1,2 milioni di euro sanciti dal primo grado di giudizio del 2021. A Palazzo Civico era stato contestato di non aver assunto le misure necessarie a contenere entro i limiti di legge i rumori notturni provocati dalla, nonché il disagio causato dal flusso massiccio e costante di persone che stazionano ed intralciano la libera circolazione. La seconda sezione civile del Tribunale di Torino aveva accolto le istanze dei residenti e anche disposto numerose rilevazioni acustiche notturne, per cui la il giudice Rosanna Musa aveva già condannato il Comune a corrispondere circa 6mila euro per ognuno dei sette anni di disturbo, circa 500 euro al mese per ogni abitante tartassati da musica e schiamazzi tra il 2013 e il 2020, per cui il Comune aveva omesso di adottare provvedimenti idonei ad impedire che la vita notturna del quartiere molestasse il sonno dei cittadini, violando anche il diritto alla salute, al riposo e alla tranquillità. L’esempio di San Salvario, nel frattempo, era stato seguito anche da altri residenti del quartiere Vanchiglia, nuovo approdo della “movida” molesta.
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