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LEINI

Idrosapiens, si punta alla cassa integrazione

Oggi incontro all’Unione Industriale, il 15 febbraio l’appuntamento al ministero

Gli operai Idrosapiens

Gli operai Idrosapiens

Si chiude con un (quasi) nulla di fatto il secondo incontro tra le parti sindacali e il liquidatore della Idrosapiens di Leinì.
Durante l’incontro di oggi all’Unione Industriali di Torino non è emerso nessun possibile acquirente per l’azienda di via Volpiano, tuttavia la proprietà si è detta disponibile a proseguire la trattativa per richiedere la cassa integrazione straordinaria al ministero. Ciò garantirebbe ai 48 lavoratori - 44 impiegati a Leinì e 4 a Cormano, in Lombardia - la possibilità di agganciare ammortizzatori sociali nell’attesa di qualche ditta esterna che decida di rilevare l’azienda o le alte professionalità. Idrosapiens, infatti, oltre a operare nel settore petrolifero e dell’energia ha 30 anni di esperienza nella progettazione per l’aerospazio: qui sono stati progettati i missili Ariane5 e Ariane6. Non si torno indietro, invece, sulla cessazione delle attività fissata per il 3 aprile.

«Il dato positivo è che a oggi si parla di cassa integrazione e non di licenziamento - spiega Marco Femia, di Fiom Cgil -. Martedì 6 saremo in presidio sotto al Consiglio Regionale di via Alfieri, dove si spera saremo auditi. Per il 15 è fissato l’incontro al ministero, dove contiamo di arrivare con una bozza di intesa».

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