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LEINI
23 Febbraio 2024 - 19:49
Gli operai Idrosapiens
Non ci sarà nessun investitore esterno a rilevare la Idrosapiens di Leinì.
Si è chiusa con un accordo di cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre 2024, la vertenza che ha coinvolto 44 lavoratori in forze nello stabilimento di via Volpiano e 4 legati alla sede lombarda di Cormano. L’accordo tra l’azienda e le parti sociali è stato raggiunto giovedì, nel corso dell’ultimo incontro utile per trovare una soluzione alla crisi che ha coinvolto l’azienda specializzata nella produzione e distribuzione di giunti di dilatazione che, oltre a operare nel settore petrolifero e dell’energia, ha 30 anni di esperienza nella progettazione per l’aerospazio. Qui sono stati progettati i missili Ariane 5 e Ariane 6.
Il territorio perde dunque una realtà attiva dal 1927 acquisita, nel 1996, dal gruppo tedesco Witzenmann che conta 4.300 dipendenti nel mondo e nel 2022 ha fatturato 730 milioni di euro. La crisi della Idrosapiens nasce circa due anni fa, quando a essere impiegati nell’azienda erano in 70. A contribuire, oltre al calo fisiologico dei fatturati, difficoltà gestionali e la progressiva perdita di commesse che ha portato l’azienda a chiudere i bilanci in negativo per tre anni dì fila. Motivazioni che hanno indotto la casa madre tedesca a chiudere il sito di Leinì, preferendo la delocalizzazione alla possibilità di farvi convergere tecnologie e prodotti utili per la salvaguardia dello stabilimento.
Più volte, nel corso dei tavoli di trattativa, Fim Cisl e Fiom Cgil hanno sperato nell’interesse di investitori interessati a rilevare anche solo una parte dell’azienda, in modo da poterne scongiurare la chiusura in attesa di una riconversione. «Purtroppo però l’interesse manifestato da alcuni imprenditori è solo per singole professionalità - spiega Marco Femia che ha seguito la vertenza insieme al collega Fabio Militto di Fim -. Ora aspettiamo la convocazione del ministero per il finanziamento dell’ammortizzatore sociale mentre sono previsti incentivi per i lavoratori che riusciranno ad andare via prima della cessazione delle attività (fissata per il 3 aprile, ndr)». In tal senso l’assessore al lavoro Elena Chiorino aveva assicurato l’impegno della Regione per la ricollocazione dei lavoratori.
Esprime soddisfazione il sindaco di Leinì, Renato Pittalis: «Apprendo con favore del raggiungimento dell’accordo. Ringrazio sia le rappresentanze sindacali e delle rsu, sia l’azienda per l’impegno e la disponibilità a raggiungere il miglior risultato possibile, data la situazione, a tutela soprattutto dei lavoratori e delle loro famiglie, oltre che dei legittimi interessi dell’impresa. Ringrazio anche tutte le istituzioni coinvolte in una vicenda che l’Amministrazione comunale ha sempre seguito con interesse e assiduità».
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