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LEINI

L’Idrosapiens chiuderà il 3 aprile, agli operai resta solo la cassa integrazione

Non si sono fatti avanti acquirenti per l’azienda che opera nel settore dell’aerospazio

Gli operai Idrosapiens

Gli operai Idrosapiens

Non ci sarà nessun investitore esterno a rilevare la Idrosapiens di Leinì.

Si è chiusa con un accordo di cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre 2024, la vertenza che ha coinvolto 44 lavoratori in forze nello stabilimento di via Volpiano e 4 legati alla sede lombarda di Cormano. L’accordo tra l’azienda e le parti sociali è stato raggiunto giovedì, nel corso dell’ultimo incontro utile per trovare una soluzione alla crisi che ha coinvolto l’azienda specializzata nella produzione e distribuzione di giunti di dilatazione che, oltre a operare nel settore petrolifero e dell’energia, ha 30 anni di esperienza nella progettazione per l’aerospazio. Qui sono stati progettati i missili Ariane 5 e Ariane 6.

Il territorio perde dunque una realtà attiva dal 1927 acquisita, nel 1996, dal gruppo tedesco Witzenmann che conta 4.300 dipendenti nel mondo e nel 2022 ha fatturato 730 milioni di euro. La crisi della Idrosapiens nasce circa due anni fa, quando a essere impiegati nell’azienda erano in 70. A contribuire, oltre al calo fisiologico dei fatturati, difficoltà gestionali e la progressiva perdita di commesse che ha portato l’azienda a chiudere i bilanci in negativo per tre anni dì fila. Motivazioni che hanno indotto la casa madre tedesca a chiudere il sito di Leinì, preferendo la delocalizzazione alla possibilità di farvi convergere tecnologie e prodotti utili per la salvaguardia dello stabilimento.

Più volte, nel corso dei tavoli di trattativa, Fim Cisl e Fiom Cgil hanno sperato nell’interesse di investitori interessati a rilevare anche solo una parte dell’azienda, in modo da poterne scongiurare la chiusura in attesa di una riconversione. «Purtroppo però l’interesse manifestato da alcuni imprenditori è solo per singole professionalità - spiega Marco Femia che ha seguito la vertenza insieme al collega Fabio Militto di Fim -. Ora aspettiamo la convocazione del ministero per il finanziamento dell’ammortizzatore sociale mentre sono previsti incentivi per i lavoratori che riusciranno ad andare via prima della cessazione delle attività (fissata per il 3 aprile, ndr)». In tal senso l’assessore al lavoro Elena Chiorino aveva assicurato l’impegno della Regione per la ricollocazione dei lavoratori.

Esprime soddisfazione il sindaco di Leinì, Renato Pittalis: «Apprendo con favore del raggiungimento dell’accordo. Ringrazio sia le rappresentanze sindacali e delle rsu, sia l’azienda per l’impegno e la disponibilità a raggiungere il miglior risultato possibile, data la situazione, a tutela soprattutto dei lavoratori e delle loro famiglie, oltre che dei legittimi interessi dell’impresa. Ringrazio anche tutte le istituzioni coinvolte in una vicenda che l’Amministrazione comunale ha sempre seguito con interesse e assiduità».

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