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Il viaggio

Il giro del mondo di Jessica e Salvatore: 40mila chilometri in bici e l’abbraccio dell’umanità

Jessica Mellica e Salvatore Sette, da Nuova Zelanda a Cercenasco in bicicletta: oltre un anno di avventure tra tempeste nel Gobi, guasti e gesti di solidarietà, fino al ritorno a casa per Natale

Il giro del mondo di Jessica e Salvatore: 40mila chilometri in bici e l’abbraccio dell’umanità

Jessica Mellica, originaria di Vigone, e Salvatore Sette, di Cercenasco, hanno concluso la loro incredibile odissea intorno al globo sulle due ruote.

Il rientro ufficiale a Cercenasco, avvenuto l'8 dicembre, è stato il coronamento di un sogno espresso quasi per scommessa lo scorso gennaio durante un'intervista: "Vogliamo passare il prossimo Natale a casa".

L'ultima tappa è stata una celebrazione collettiva. Al casello di Scalenghe, una quindicina tra amici intimi e famigliari si sono ritrovati per scortare i due ciclisti negli ultimi chilometri di strada. Una pedalata lenta, fatta di sorrisi e pacche sulle spalle, necessaria per sciogliere simbolicamente la tensione e la stanchezza accumulate in oltre un anno di vita nomade.

Il viaggio è iniziato dal punto geograficamente più distante dall'Italia: la Nuova Zelanda. Da lì, Jessica e Salvatore hanno risalito il mappamondo attraversando l'Australia, per poi addentrarsi nel sud-est asiatico tra Timor Est, Indonesia, Singapore e Thailandia.

Il cuore dell'avventura è stato il lungo e complesso attraversamento dell'Asia continentale. Hanno pedalato tra le foreste di Cambogia, Laos e Vietnam, per poi sfidare l'immensità della Cina e le steppe del Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan. Il percorso li ha poi condotti attraverso la Russia, la Georgia e l’Armenia, prima di puntare verso l'Europa. Il rientro nel Vecchio Continente è passato per la Turchia e una lunga traversata dei Balcani (Grecia, Macedonia del Nord, Kosovo, Albania, Montenegro, Croazia, Bosnia e Slovenia), fino all'ingresso in Italia, avvenuto a Trieste il 30 novembre.

Il viaggio non è stato privo di momenti critici, risolti puntualmente dalla solidarietà, nel deserto del Gobi una tempesta di sabbia ha rischiato di travolgerli, ma la polizia locale li ha scortati fuori dall'area di pericolo, offrendo loro una zuppa calda di noodles una volta messi in salvo. In Kazakistan il telaio della bicicletta di Salvatore si è spezzato a 50 chilometri dal centro abitato più vicino. In quel deserto d'asfalto, una coppia di campeggiatori li ha soccorsi, caricando la bici e accompagnando Salvatore ad Almaty, arrivando persino a pagare di tasca propria la riparazione del telaio. Nel frattempo, Jessica ha proseguito la marcia pedalando insieme a un'altra coppia di viaggiatori incontrata casualmente.

Il viaggio ha dovuto fare i conti anche con la dura realtà dei conflitti internazionali. L'itinerario originale prevedeva l'attraversamento dell'Iran, ma il passaggio è stato negato a causa delle tensioni militari nell'area che coinvolgevano Stati Uniti e Israele. Anche l'ingresso in Russia ha richiesto pazienza: dopo un primo rifiuto, il visto è stato concesso solo grazie alla mediazione dell'ambasciata russa in Kazakistan.

Oggi, Jessica e Salvatore sono tornati alla quotidianità del Pinerolese, ma con un bagaglio interiore radicalmente trasformato. 

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