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IL CASO
25 Gennaio 2026 - 17:30
A Chieri l'illuminazione pubblica è diventata una lotteria. Da mesi, strade e piazze si spengono e si accendono senza una logica, lasciando al buio non solo le periferie ma anche il cuore commerciale del centro storico: da via Carlo Alberto a piazza Mazzini. Oggi, 25 gennaio, il sindaco Alessandro Sicchiero ha deciso di rompere gli indugi, alzando i toni contro il gestore del servizio.
"Pretendiamo da Enel Sole una dettagliata relazione tecnica che spieghi questi guasti continui", ha dichiarato il primo cittadino, annunciando la richiesta di un'audizione urgente in Commissione alla presenza dei rappresentanti dei commercianti, i più colpiti dal "blackout a macchia d'olio". Il Comune è passato dalle parole ai fatti: è stata inviata una diffida formale e sono state applicate le penali previste dal contratto per il mancato rispetto dei tempi di intervento.
La battaglia è anche politica. Sicchiero ha rispedito al mittente le accuse delle opposizioni: "La proprietà dei lampioni è di Enel Sole, non del Comune. Non accettiamo falsificazioni: l'amministrazione sta facendo tutto il possibile per costringere il gestore a fare il suo lavoro". Intanto, da Enel Sole non arrivano repliche ufficiali, un silenzio che alimenta l'esasperazione dei chieresi, stanchi di camminare in una città che si spegne proprio quando avrebbe più bisogno di luce e sicurezza.
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