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Il caso
06 Febbraio 2026 - 18:20
A meno di un anno dalle ultime segnalazioni, il cavalcavia di strada Restauduzzo a Cambiano è tornato a essere una discarica a cielo aperto, un bersaglio privilegiato per gli scaricatori abusivi che agiscono nell'ombra. Ma a far discutere non è solo l'inciviltà dei singoli, quanto la strategia scelta dall'amministrazione per contrastarla.
Il quadro è deprimente: macerie, rifiuti ingombranti e sacchi di immondizia infestano nuovamente il cavalcavia. Eppure, solo un anno fa, il caso era stato discusso animatamente in Consiglio Comunale e sembrava che la situazione stesse finalmente migliorando. È stata una tregua effimera, oggi l'area è nuovamente alla mercé di chi scambia il suolo pubblico per un deposito privato, alimentando un ciclo di impunità che sembra non avere fine.
Mentre i comuni vicini del Chierese hanno installato fototrappole e telecamere di sorveglianza, Cambiano ha deciso di andare in controtendenza non installando sistemi di videosorveglianza nell'area. La decisione, che sia dettata da questioni di costi o di principio, lascia il cavalcavia privo di difese tecnologiche, garantendo l'impunibilità a coloro che abbandonano i rifiuti.
Il contrasto con le realtà limitrofe è netto. Nel resto del territorio chierese, l'uso delle tecnologie di controllo visivo è diventato lo standard per sanzionare gli illeciti ambientali. A Cambiano, invece, si continua a puntare sui metodi tradizionali o sulla sensibilizzazione, una linea che però – visti i risultati su strada Restauduzzo – appare oggi fragile.
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