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19 Marzo 2026 - 14:10
Trofarello rinnova il proprio impegno nella difesa della legalità e della memoria con un’iniziativa significativa in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Quest’anno, il 21 marzo, la città sceglie di rendere omaggio a Rita Atria, simbolo di coraggio e ribellione alla cultura mafiosa.
L’attenzione dell’amministrazione comunale verso questi temi affonda le radici negli anni precedenti. A pochi mesi dall’insediamento, era nato il giardino di via Romita, dedicato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime delle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio. Un primo passo concreto per onorare chi ha sacrificato la propria vita al servizio dello Stato.
A questo si è aggiunto, l’anno successivo, il progetto dei “Cammini di Legalità”, con un primo percorso intitolato al generale Carlo Alberto dalla Chiesa e a sua moglie Emanuela Setti Carraro, anch’essi uccisi dalla criminalità organizzata.
La ricorrenza del 21 marzo, riconosciuta come legge dello Stato e promossa da Libera e Avviso Pubblico, rappresenta un momento centrale per l’intero Paese. Ogni anno viene celebrata in una città diversa e, nel 2026, la manifestazione nazionale torna a Torino dopo vent’anni, richiamando l’impegno di tutto il territorio piemontese nella lotta alle mafie.
In questo contesto, Trofarello sceglie di raccontare la storia di Rita Atria, la giovane “picciridda” che ebbe il coraggio di opporsi alla mafia all’interno della propria famiglia. In Paolo Borsellino trovò una guida e un punto di riferimento; ma, dopo la sua morte, sopraffatta dal dolore e dalla solitudine, decise di togliersi la vita. Una vicenda che continua a interrogare le coscienze e a ricordare come la legalità sia una scelta quotidiana.
L’appuntamento è fissato per venerdì 20 marzo alle ore 11 presso il giardino di via Romita, e sarà aperto a tutta la cittadinanza. Parteciperanno anche le scuole medie, a testimonianza di quanto l’educazione alla legalità debba partire dalle nuove generazioni.
Il sindaco Stefano Napoletano ha sottolineato il valore profondo della ricorrenza: un’occasione per far conoscere le storie di chi ha difeso la democrazia, dai giudici Falcone e Borsellino, al generale dalla Chiesa e a Emanuela Setti Carraro, fino alla giovane Rita Atria. «Questa giornata – ha dichiarato – non è mai un punto di arrivo, ma sempre un nuovo inizio. Siamo tutti chiamati a fare la nostra parte, unendo al ricordo un pensiero alle tante famiglie che hanno perso i loro cari».
Il primo cittadino ha inoltre rivolto un ringraziamento alle bibliotecarie Martina e Miriam per l’organizzazione dell’evento, auspicando una partecipazione ampia e sentita da parte di cittadini e associazioni.
Un momento di memoria collettiva che, ancora una volta, ribadisce come il ricordo delle vittime innocenti delle mafie sia un impegno vivo, da rinnovare ogni giorno.
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