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L'iniziativa

"Lacrime mute. Storie di donne contro la mafia": a Piossasco il teatro che dà voce alle eroine dell'antimafia

La Compagnia Divago porta sul palco le storie di Rita Atria, Emanuela Loi e Felicia Impastato. Un viaggio tra Palermo e la memoria guidato dal canto di Rosa Balistreri

"Lacrime mute. Storie di donne contro la mafia": a Piossasco il teatro che dà voce alle eroine dell'antimafia

In occasione della Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie la Compagnia Divago di Torino porta in scena uno spettacolo che unisce teatro civile, musica e fotografia. "Lacrime mute. Storie di donne contro la mafia" è un percorso di coscienza che attraversa la storia della Sicilia e del Paese, rappresentato al teatro Il mulino di Piossasco.

Lo spettacolo si apre in una Palermo afosa e senza tempo. La scena è quella di una sala allestita per una mostra fotografica di Letizia Battaglia, dove però non si presenta nessuno. In questo vuoto apparentemente demotivante, nasce un dialogo profondo tra la fotografa e la donna delle pulizie, Rosa Balistreri.

Mentre Letizia riflette sulla sua stanchezza e sul desiderio di abbandonare la Sicilia, Rosa interviene con la sua chitarra e il suo canto. Il confronto tra le due icone diventa il pretesto per esplorare temi universali: l'arte, la vita civile e l'impatto devastante della mafia sulla quotidianità.

Il dubbio di Letiziarestare o andare via? — apre la strada a una serie di incontri fuori dal tempo. Sul palco si materializzano le storie di donne straordinarie che hanno combattuto la criminalità organizzata con armi diverse: Emanuela Loi, che ha servito lo Stato in divisa, Felicia Impastato, che ha lottato per la verità sulla morte del figlio e Rita Atria, che ha scelto la via della testimonianza e della fiducia nelle istituzioni.

Lo spettacolo è un progetto corale della Compagnia Divago. La drammaturgia e la regia sono curate da Benedetta Perego e Marianna Musacchio. Il cast vede impegnate in scena Benedetta Perego, Alessandra Caracciolo, Claudia Bruno, Claudia Serra e Emanuela Morrone.

I movimenti scenici sono stati affidati a Eduardo Viviani, con l'assistenza alla regia di Mirko Saggese.

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