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VIABILITÀ E SICUREZZA
22 Marzo 2026 - 15:30
Una strada nata per proteggere che finisce per far paura. Sulla SP82, l'arteria che collega Chivasso a Montanaro, l'installazione dei nuovi guard-rail sta sollevando un’ondata di proteste tra gli automobilisti. L'obiettivo era nobile: impedire ai veicoli di finire sui binari della ferrovia adiacente. Il risultato pratico? Una carreggiata ridotta al millimetro dove incrociare un mezzo pesante è diventato un esercizio di alta precisione.
A dare voce al malumore dei residenti è il montanarese Oscar Notte, che descrive una situazione critica: con i guard-rail a ridosso della corsia, non esiste più margine per correggere la traiettoria in caso di emergenza. Se un tir o un autobus procedono in senso opposto, lo spazio per le auto si annulla. Per i ciclisti, poi, la situazione è drammatica: la regola del "metro e mezzo" di distanza per il sorpasso è fisicamente impossibile da rispettare.
Le barriere di tipo H4 sono omologate per arrestare veicoli pesanti e rispondono agli standard di RFI. Tuttavia, tra i documenti ministeriali e l'asfalto quotidiano si è aperta una crepa. La sicurezza "certificata" sulla carta non coincide con quella "percepita" da chi guida, che si ritrova in un imbuto senza scampo.
Dopo le numerose segnalazioni e le verifiche sul campo, dagli uffici tecnici arriva una parziale ammissione di colpa. È stata infatti annunciata una correzione in corsa: una parte delle barriere sarà ricollocata per cercare di recuperare spazio senza restringere ulteriormente la carreggiata.
Resta l'interrogativo di fondo: come è stato possibile che un intervento progettato per eliminare un rischio (la caduta sui binari) ne abbia creato uno nuovo; lo scontro frontale o l'investimento di ciclisti. La lezione della SP82 è chiara: la sicurezza non può essere solo una questione di manuali, ma deve passare dall'ascolto di chi il territorio lo vive ogni giorno.
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