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Il caso

«Gravi complicazioni durante il parto» Muore dopo aver dato alla luce la figlia

Angelica Viotto aveva 31 anni. La Procura apre un fascicolo per omicidio colposo

«Gravi complicazioni durante il parto» Muore dopo aver dato alla luce la figlia

Si chiamava Angelica Viotto. Il prossimo 6 ottobre avrebbe compiuto 32 anni. Sarebbe stato il suo primo compleanno da madre. Non ci arriverà. È morta il 16 marzo, due giorni dopo aver dato alla luce la sua bambina. Il parto nella notte tra il 13 e il 14 marzo, all’ospedale Edoardo Agnelli di Pinerolo. Una nascita che, secondo quanto riferito dall’Asl To3, è stata segnata da «gravi complicazioni». Da lì la corsa contro il tempo: il trasferimento d’urgenza alle Molinette di Torino, nel reparto di Rianimazione. Angelica non si riprende. Si spegne quarantotto ore dopo.

La Procura ha aperto un fascicolo. È un atto dovuto, senza nomi iscritti nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato è quella prevista dall’articolo 589 del codice penale: omicidio colposo. A coordinare gli accertamenti sono il procuratore aggiunto Roberto Sparagna e la sostituta Sofia Scopellato. Lunedì è stata eseguita l’autopsia sul corpo della donna, passaggio necessario per chiarire le cause della morte e ricostruire quanto accaduto durante e dopo il parto. L’ospedale di Pinerolo, con una nota, ha messo nero su bianco la disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria. Saranno le indagini, insieme alle consulenze tecniche, a definire eventuali responsabilità e a stabilire se quella sequenza di eventi fosse evitabile. Angelica lavorava in uno studio dentistico in zona Crocetta. Dal luogo di lavoro arrivano poche parole, misurate: «È una tragedia, non ci sono parole. Ci stringiamo alla famiglia che in questo momento chiede silenzio». Silenzio che è diventato anche quello dei social: i profili della giovane sono stati chiusi poche ore dopo che la notizia ha iniziato a circolare. La famiglia si è ritirata a Tavernette, frazione di Cumiana. Una villetta immersa nel verde, dove un fiocco rosa appeso al cancello aveva annunciato l’arrivo della bambina. Dentro, il dolore. Fuori, una normalità che continua: il giardino, i cani, tra cui il bassotto che compariva spesso nelle fotografie condivise dalla 31enne.
A rappresentare i familiari è l’avvocato Roberto Macchia. «Al giorno d’oggi non si muore di parto – spiega –. È una tragedia drammatica e vogliamo capire la verità. Se ci sono stati errori, devono emergere. E non devono ripetersi». La gravidanza, sottolinea il legale, non era considerata a rischio. «Era entrata in ospedale convinta che avrebbe partorito naturalmente e in tempi rapidi. Questa cosa non doveva succedere».
La famiglia ha nominato un proprio consulente per seguire gli accertamenti autoptici. L’obiettivo è avere risposte in tempi rapidi, ricostruire ogni passaggio di quella notte, capire cosa sia accaduto tra la sala parto di Pinerolo e il trasferimento alle Molinette.La bambina, intanto, sta bene. Ha trascorso le prime ore di vita in Rianimazione a Cuneo, poi è stata dimessa ed è tornata a casa.

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