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Al "Toscanini"

Andrea Cicalese, uno dei più giovani violinisti del mondo, stasera a Torino ospite dell'Orchestra Rai: ecco la sua storia

A soli sette anni si trasferisce in Germania con la famiglia: "Da allora il violino è la mia vita"

Andrea Cicalese

Andrea Cicalese

Leggendo il suo curriculum pare quasi impossibile che Andrea Cicalese, virtuoso del violino, abbia appena vent'anni. La sua classe 2005 ma il suo talento, la preparazione e il cuore con cui è salito su palchi internazionali, parlano di un giovane uomo che di strada ne ha già percorsa tanta.

«Tutto inizia quando avevo sette anni - ci racconta appena giunto a Torino dove questa sera si esibirà, ospite dell'Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, chiamato dal maestro Hannu Lintu ad accompagnare l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai -, quando io e la mia famiglia ci trasferimmo da Napoli in Germania, a Monaco di Baviera. Per me fu un momento molto delicato...».

Ci racconti.

«Ero solo un bambino, dovetti lasciare i miei amichetti e in più mi trovai ad affrontare una lingua completamente nuova e, tra l'altro, molto complicata. Iniziai a studiare il violino e quello strumento divenne immediatamente l'unico mezzo per comunicare con gli altri. Il violino mi ha dato un'identità. Ho iniziato a suonare decisamente prima di parlare il tedesco».

E oggi, cosa rappresenta per lei il violino?

«Il violino e la musica sono la mia vita. Quando suono sono semplicemente felice».

Ha debuttato in sale come come la Philharmonie di Berlino, la Herkulessaal e il Prinzregententheater di Monaco di Baviera, ha suonato in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti. E stasera sarà al “Toscanini”.

«È stato il maestro Hannu Lintu a invitarmi (direttore principale dell'Orquestra Gulbenkian di Lisbona e Direttore principale dell'Opera e del Balletto Nazionale del suo paese, la Finlandia, ndr.). Interpreterò il Concerto in la minore per violino e orchestra op. 82 di Aleksandr Glazunov, composto nel 1904 nel ritiro estivo di Oserki».

Come vive i suoi vent'anni da star della classica?

«Li vivo benissimo, io suono perché amo la musica. Sono felice e, appena torno a casa, a Monaco, faccio il possibile per vivere la mia vita come tutti i miei coetanei. Esco con gli amici, vado a mangiare la pizza e non mi nego una partita a calcetto».

Cosa sogna per il suo futuro?

«Le sembrerà strano io ho già calcato i palchi più importanti nel mondo, ma mi sento davvero felice quando suono per le persone ricoverate in ospedale, per i carcerati, per i bisognosi».

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