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IL FREDDO

Nel Torinese si ghiacciano i campi: il maltempo torna all'attacco

Coldiretti: "Un clima invernale non da aprile, le coltivazioni patiscono"

Nel Torinese si ghiacciano i campi: il maltempo torna all'attacco

Vento gelido da Nord-Est e temperature in picchiata nella notte: scenari da piena inverno che, quest'anno, colpiscono proprio all'inizio della primavera, quando gli alberi da frutto sono in piena fioritura. Un mix micidiale, sempre più comune per effetto del cambiamento climatico, che inganna le piante con il tepore di inizio marzo e le espone al rischio di "cascola" – la caduta dei fiori ghiacciati, vero incubo per i produttori.

A lanciare l'allarme è Coldiretti Torino. «Le gelate primaverili ci sono sempre state» – osserva il presidente Bruno Mecca Cici – «Ma da qualche anno sono diventate sempre più frequenti e distruttive. Solo la lungimiranza e gli investimenti dei nostri frutticoltori permettono di salvarci dalla carenza di frutta». Le aziende frutticole, per sopravvivere devono quindi affrontare investimenti onerosi che, con i prezzi riconosciuti ai produttori per la frutta, rischiano di non potere essere ripagati.

«All'indebitamento dovuto agli investimenti per il cambiamento climatico si aggiungono i rincari dei costi di produzione dovuti alla guerra del Golfo: più 30% per gasolio agricolo e fertilizzanti. Ma temiamo che questa situazione trascini anche gli aumenti dei fitofarmaci (anche qui dovuti alle infestazioni di patogeni che crescono con il cambiamento climatico). Già così i nostri frutticoltori percepiscono spesso cifre al di sotto dei costi di produzione. Non possiamo permettere che la catena di valore della frutta non riconosca quote più importanti di remunerazione ai frutticoltori. È bene che si sappia che i prezzi che i consumatori pagano per la frutta non portano benefici agli agricoltori. Una situazione che non può più essere tollerata.

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