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L'iniziativa
11 Aprile 2026 - 08:02
A San Mauro Torinese la sicurezza passa sempre di più anche dai cittadini. Con una decisione approvata l’8 aprile, la Giunta comunale ha dato il via libera all’adesione al progetto nazionale del “controllo del vicinato”, trasformando un’esperienza già diffusa sul territorio in uno strumento riconosciuto a livello istituzionale.
Una scelta condivisa all’unanimità dall’esecutivo guidato dalla sindaca Giulia Guazzora, che segna un cambio di passo: la sicurezza partecipata entra ufficialmente tra le priorità amministrative.
In realtà, il progetto non parte da zero. Sul territorio sono già attivi gruppi che coinvolgono circa 300 famiglie, nati in modo spontaneo e cresciuti nel tempo attraverso reti informali di collaborazione tra residenti. Con l’adesione formale, però, arriva un elemento in più: il coordinamento con le istituzioni e il supporto dell’associazione nazionale, con il coinvolgimento diretto della Polizia Locale.
Il principio resta chiaro: prevenzione, non intervento diretto. Il controllo del vicinato non prevede ronde né azioni autonome da parte dei cittadini, ma si basa sull’attenzione condivisa e sulla segnalazione tempestiva di situazioni sospette alle forze dell’ordine. Un modello semplice, che punta soprattutto a creare un effetto deterrente e a rafforzare la presenza sociale nei quartieri, rendendo il territorio meno esposto a episodi di microcriminalità.
La decisione arriva in un contesto in cui il tema sicurezza è tornato centrale nel dibattito cittadino. Negli ultimi mesi sono aumentate le segnalazioni di vandalismi e piccoli reati, alimentando tra i residenti una crescente percezione di insicurezza.
Proprio su questo fronte si era espresso anche il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Daniele Cerrato, che aveva indicato il controllo del vicinato tra le misure da rafforzare, insieme a un potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. Oggi quella richiesta trova una prima risposta concreta, anche se l’amministrazione sembra voler mantenere una linea chiara: il progetto è uno strumento in più, non la soluzione unica.
Il nodo resta infatti quello dell’equilibrio tra sicurezza reale e percepita. Se da un lato i dati nazionali mostrano una diminuzione dei reati più gravi, dall’altro la microcriminalità e gli episodi ravvicinati continuano a incidere sulla percezione dei cittadini. La scelta della Giunta va quindi letta come un passaggio importante, ma non definitivo. Un modo per strutturare una pratica già esistente e dare un segnale alla comunità, in attesa di capire quale sarà l’impatto concreto sul territorio.
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