Cerca

Il Borghese

Azzurri senza Telepass: così l'Italia (oltre al Mondiale) perde gli sponsor e i ragazzini

La mancata qualificazione fra contratti non rinnovati e tagli costa oltre 30 milioni. Ma non solo

Azzurri senza Telepass: così l'Italia (oltre al Mondiale) perde gli sponsor e i ragazzini

Dopo il pass Mondiale, buttato via a Zenica contro la Bosnia, l’Italia perde anche il Telepass. E’ questo infatti il primo sponsor che abbandona la Nazionale derelitta, senza Mondiali per la terza volta di seguito, e una Fieg allo sbando, che silurato - giustamente - Gravina non ha la più pallida idea di chi scegliere come presidente, per tacere dei piani o delle linee guida per risollevarsi...

Telepass, a quanto si apprende, ha scelto di non rinnovare la partnership quadriennale con gli Azzurri e potrebbe essere solo il primo fra gli sponsor. Adidas, che fornisce maglie e una trentina di milioni di euro l’anno - cosa che consentirebbe di ingaggiare il redivivo Conte come Ct, che economico non è -, invece, applica il “malus” previsto dal contratto: ossia, taglia 9 milioni di euro, solo per il 2026, poi si vedrà. Stessa cosa faranno altri sponsor, mentre pare che addirittura Esselunga possa rinunciare all’accostamento con l’azzurro stinto.

L’avevamo scritto prima della disgraziata partita in Bosnia: la mancata qualificazione, oltre alla figuraccia e il peggioramento nel ranking mondiale, sarebbe costato una trentina di milioni di euro, mal contati, fra sponsorizzazioni, royalties, diritti TV etc etc

E’ la dura legge del gol (altrui) e del mercato. Se non vinci, non sei appetibile, il brand si appanna e via dicendo. E questa Nazionale, anche fosse andata al Mondiale, non ha più appeal: ai ragazzini che guardano solo highlitghs piace di più Sinner, o una magia del semi-pensionato Messi, a dire tanto. L’Italia che propone? Qualche parata di Donnarumma, un gol di Tonali... Troppo poco.

Alla Nazionale si chiede di far sognare, per tornare a fatturare.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.