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La corsa al Mondiale

Ringhio, fai i conti: Bosnia-Italia vale (almeno) 30 milioni di euro. Ecco perché

I costi della mancata qualificazione, lo stipendio del CT e quello - aumentato - del presidente Gravina

Ringhio, fai i conti: Bosnia-Italia vale (almeno) 30 milioni di euro. Ecco perché

Prima di lasciare la scuola per dedicarsi solo al calcio, Ringhio Gattuso studiava ragioneria: dunque i conti li sa fare e, anche se avrà sicuramente in testa ben altro che tutto ciò che esula dal campo, potrà pensare che la partita di martedì contro la Bosnia vale almeno 30 milioni di euro. Non di premio, ma di batosta per le casse federali nel caso, per la terza volta consecutiva, si mancasse la qualificazione ai Mondiali. Vediamo perché.

Dopo la vittoria (fortunosa, a questo punto: se in finale viene espulso Chiellini per il fallo su Saka, anziché solo ammonito, il film della partita cambia...) contro l'Inghilterra per conquistare l'Europeo, nel 2021, la nazionale italiana ha inanellato solo fallimenti: aveva già mancato Russia 2018, poi Qatar 2022 e ora è ridotta a questi spareggi per USA 2026. E contro la Bosnia si prospetta un inferno in campo e sugli spalti.

Ma non andare al Mondiale significherebbe perdere un sacco di soldi, in Federazione. Il fatturato della Figc, infatti, proprio nel 2021 ha fissato il suo record di 230 milioni di euro, di cui 126 solo dalla Nazionale. Nel 2024, questo fatturato è sceso a 224 milioni. Ma gli Azzurri, paradossalmente, hanno cubato molto di più: 134 milioni di euro.

Significa che il brand vale ancora, più del campo. Dagli sponsor - Eni, Fiat Professional, Fonzies, Esselunga tra gli altri - incassa in media 70 milioni di euro l'anno. Di questi, ben 35 arrivano dalla sola Adidas, il fornitore tecnico che riconosce anche le royalties - più alte di quanto facesse Puma - per i prodotti di merchandising venduti, ossia altri 11 milioni.

Ma in questo settore, le clausole prevedono quello che si definisce "malus", ossia una riduzione del compenso in caso di risultati negativi e mancati obiettivi. Senza mondiale, questo malus dovrebbe attestarsi attorno ai 19 milioni di euro.

Poi c'è il discorso di quanto vale un Mondiale. Di solo gettone di presenza la Fifa riconosce circa 9 milioni di dollari, con 1,5 aggiuntivo per le "spese". Superare la fase a gironi significa portare quei 9 milioni a 11, che diventano 14 con il raggiungimento degli ottavi. Vincere il Mondiale significa 45 milioni di dollari.

Dunque, senza andare troppo oltre e limitandosi alla sola presenza, mancare la qualificazione costerebbe alla Nazionale circa 29,5 milioni di euro. Diciamo poco meno del 30% del fatturato (se fosse un'azienda, sarebbe una catastrofe), senza contare a quel punto la proiezione sugli anni successi e il definitivo appannamento del brand.

A Ringhio, poi, costerebbe anche un milione di euro a titolo personale: questo, secondo quanto si apprende, sarebbe il bonus per la qualificazione, da aggiungere al suo stipendio da CT che si aggira attorno a 880mila euro netti (Spalletti percepiva 2,8 milioni e Mancini 3).

Tanto per soddisfare qualche curiosità, poi, possiamo aggiungere che il capo delegazione e a tutti gli effetti DS Gigi Buffon ha un compenso fra 100mila e 200mila euro, sempre in caso di qualificazione. Niente bonus, ma paga fissa invece per Gabriele Gravina, il presidente della Figc, che nel 2021 - per festeggiare l'Europeo, certamente - ha aumentato il suo stipendio dai 36mila euro annui da tabella federale fino a 240mila euro lordi l'anno.

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