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Economia & Territorio

Bardonecchia, astronauti (e "marziani") a Campo Smith? La polemica fra Spaceland e il Comune

La società dell'astronauta Giorgio Viberti: "Investimenti pronti, ma la sindaca Chiara Rossetti non ci risponde"

Bardonecchia, il sogno spaziale in bilico: Spaceland accusa il Comune di silenzio

Mentre Artemis II prosegue la sua missione nello spazio, attorno alla Luna, centinaia di migliaia di chilometri più in basso, a Bardonecchia, a Campo Smith, c’è chi immagina un centro di addestramento per astronauti, un planetario d’avanguardia e habitat marziani progettati con il Politecnico di Milano. Ma il conto alla rovescia, per ora, si misura nel silenzio: secondo Spaceland, l’agenzia guidata dall’ingegnere Carlo Viberti, la sindaca Chiara Rossetti e il Comune non avrebbero risposto alle proposte inviate tra il 2024 e la fine del 2025. E così un progetto che promette “destagionalizzazione” e “centinaia di posti di lavoro” rischia di migrare altrove, proprio mentre a Roma e Rimini si preparano i prossimi appuntamenti della space economy.


Cosa prevede il progetto a Campo Smith
Una storia riferita da ValsusaOggi. Nel cuore turistico di Bardonecchia, Spaceland ha individuato un ampio immobile esistente a Campo Smith messo a disposizione, riferiscono i promotori, da un imprenditore locale del settore turistico-edile. L’idea è trasformarlo in un centro alpino unico nel suo genere, aperto 12 mesi l’anno, che combini formazione, ricerca e intrattenimento: - habitat marziani immersivi: una “versione terrestre” di spazi pensati per la vita su Marte, dove scienziati e visitatori possono testare protocolli e condizioni extraterrestri; - il primo planetario della Val di Susa: un’infrastruttura scientifico-ricreativa con ingresso scenografico e programmi divulgativi per famiglie, scuole e appassionati; - addestramento psico-fisico continuativo: grazie alla quota alpina, moduli indoor integrati con sessioni in alta montagna per candidati astronauti e turisti spaziali; - simulazione di gravità ridotta: macchinari dedicati per provare gravità lunare e marziana, con potenziale richiamo per industria, università e centri di ricerca.

La progettazione architettonica è firmata da Celeste Petraroli, professionista con esperienze nei Giochi di Torino 2006 e in Milano-Cortina 2026, in sinergia con il Politecnico di Milano. Spaceland sostiene che il centro sarebbe “unico al mondo” e, soprattutto, capace di portare in alta valle flussi costanti tutto l’anno.

La leva economica: investimenti privati e "sponda" istituzionale
Secondo i promotori, l’operazione è finanziabile privatamente tramite investitori europei “convocati dall’ESA” e il supporto dell’imprenditore che ha messo a disposizione l’immobile. Spaceland dichiara di aver avviato tra il 2023 e il 2024, a proprie spese, la fase progettuale e le relazioni internazionali. C’è però un passaggio chiave che nessun capitale può sostituire: il ruolo del Comune di Bardonecchia. Per un’iniziativa così ambiziosa servono interlocuzione e tempi certi su autorizzazioni, eventuali cambi di destinazione d’uso per laboratori e concessioni per attività in altura. Anche un semplice patrocinio o “nulla osta” può fare la differenza per investitori esteri. Senza una cornice istituzionale chiara, il rischio è che la cartina di tornasole della fiducia ingiallisca.

Lo strappo: "Proposte ignorate"
“Purtroppo, è stata ignorata dal sindaco Chiara Rossetti la nostra proposta di creare una sede alpina a Bardonecchia, in un immobile già esistente a Campo Smith”, affermano da Spaceland, sottolineando l’obiettivo di “ludo-divulgazione scientifica, intrattenimento sull’esplorazione dello spazio e preparazione di visitatori e turisti al turismo aerospaziale di massa”. L’agenzia riferisce di “varie comunicazioni” inviate al Comune, alla sindaca e alle principali imprese del territorio tra il 2024 e la fine del 2025, senza esito. “È una storica opportunità tutta finanziabile privatamente che rischia di sparire”, aggiungono, con una chiosa amara: “Più che un futuro nello spazio, sembra che in alta valle si preferisca un futuro nell’ospizio”. Parole dure, che segnano una frattura. Ma al netto della polemica, resta un punto sostanziale: perché un territorio a vocazione turistica dovrebbe rinunciare a una scommessa sulla space economy? Oppure la prudenza amministrativa è il necessario paracadute prima del salto orbitale?

Opportunità e rischi per Bardonecchia e la Val di Susa
Nelle intenzioni di Spaceland, il centro di Campo Smith genererebbe “centinaia di posti di lavoro” e la “totale destagionalizzazione del turismo valsusino”. L’abbinata tra esperienze immersive e training d’alta quota intercetta una tendenza globale: la scienza come entertainment, l’educazione come esperienza. Per Bardonecchia, abituata a pensarsi d’inverno, sarebbe l’occasione di allungare l’ombra della stagione fino a coprire l’anno. Il rovescio della medaglia è tutto nella governance: senza un dialogo tra pubblico e privato, ogni progetto, per quanto visionario, resta un rendering. E i promotori avvertono: altri territori, anche fuori regione e all’estero, sarebbero già pronti ad accogliere l’investimento. È la solita gara a ostacoli italiana? O l’ennesima navicella che decolla dalla pista sbagliata?

Cos'è Spaceland: dallo spazio alla Pop Economy
Spaceland si presenta come la prima agenzia privata di ricerca e sviluppo nel campo della microgravità, con la missione dichiarata di “democratizzare lo spazio e i suoi benefici”, un’alternativa ai programmi per miliardari firmati Elon Musk e Jeff Bezos. Il gruppo è guidato da Carlo Viberti (presidente e CEO), già candidato cosmonauta-ingegnere e progettista di laboratori per l’ESA, tra cui il Columbus. Nel curriculum, finanziamenti iniziali dell’ESA per studi sul trasferimento tecnologico tra spazio e Giochi Olimpici, e della Regione Piemonte per il primo volo di ricerca in microgravità aperto alla popolazione. Spaceland rivendica record mondiali in voli dimostrativi con la NASA a Cape Canaveral e, con il supporto congiunto di Regione Piemonte ed ESA, l’organizzazione del primo equipaggio di “persone comuni” in microgravità.

La domanda, però, è: c'è una effettiva leva economica possibile, magari agganciando il fondo inglese Icon proprietario degli impianti di risalita, per un progetto a valenza scientifica, o sarebbe solo un "luna park" a tema spaziale?

Le prossime tappe: Roma e Rimini
Il calendario scandisce due momenti-chiave: l’Astro Summit di Roma a giugno e la Fiera dello Spazio di Rimini a settembre. Spaceland intende presentare qui il progetto bardonecchiese. Se la città di frontiera non batterà un colpo, la frontiera rischia di spostarsi: la porta verso le stelle, dicono, si aprirà altrove.

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