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Sanità PIEMONTE

Fuga dei camici bianchi: in un anno 758 in meno

Scontro in Regione sull'esodo di medici e infermieri

Fuga dei camici bianchi: in un anno 758 in meno

In Piemonte gli operatori sanitari scappano. Un vero e proprio esodo di medici e infermieri che non si placa, anzi, preoccupa sempre di più e scatena la bagarre politica. A dirlo sono i dati diffusi dal Pd durante il consiglio regionale: dal 2019 al 2025, c’è stato un calo di quasi 2mila professionisti (di preciso 1843). Una profonda crisi guidata principalmente dalle condizioni critiche di lavoro. Ma dall’assessorato smentiscono: «Dati non veritieri».

I numeri

Nel 2025 il sistema piemontese ha visto un calo di 758 professionisti. In particolare, è stato un anno critico nella categoria degli infermieri: una perdita totale di 723 persone. Comparando assunzioni e cessazioni, sono in saldo negativo anche gli Oss (-16) e i tecnici (-78). Unico comparto positivo sono i medici, che chiudono con un +19.
A livello territoriale, il migliore per numero di medici è stato il Santa Croce di Cuneo (+27) e il peggiore l’Aou di Novara (-41). Per gli infermieri il migliore è stato il Mauriziano (+22), il peggiore l’Asl To3 (-115). Oss: il migliore Asl To5 (+22) il peggiore Asl Cn2 (-36). Infine, sul corpo tecnico l’Asl Bl è a +9 mentre l’Asl Al -25.

Le cause

Tra le cause di cessazione del 2025, il 55% dei medici e il 43% degli infermieri si sono dimessi volontariamente per ritmi insostenibili e contratti precari. Una situazione definita dal Pd come un «segnale di disagio profondo».

Il botta e risposta

«Siamo di fronte a un sistema che assomiglia a un edificio pericolante da cui in tanti cercano una via d’uscita: un’emorragia costante di competenze e professionalità». Lo affermano il Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Daniele Valle, il consigliere regionale e segretario del PD Piemonte Domenico Rossi, e la capogruppo Dem a Palazzo Lascaris, Gianna Pentenero, commentando l’annuale rilevamento dei dati su assunzioni e cessazioni del personale sanitario piemontese.

«Non possiamo continuare a ignorare questo grido d’allarme, serve sbloccare subito le assunzioni, rafforzare gli organici, che dal Covid in poi si sono progressivamente ridotti e smettere di chiedere l’impossibile a chi lavora in corsia».

L’opposizione piemontese sottolinea: «Senza personale, i servizi non possono funzionare e sempre più cittadini sono costretti a rivolgersi al privato per ottenere cure in tempi accettabili. Così i conti non tornano».

Immediata la replica dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi che smentisce categoricamente: i dati diffusi non sarebbero veritieri.

«Suggeriamo al Pd e al consigliere Valle - commenta l’assessore - la prossima volta che desiderano avere il dato aggiornato sulla consistenza del personale sanitario in Piemonte, di chiedere i dati all’Osservatorio che è il luogo dove, insieme ai sindacati, viene monitorato l’andamento delle assunzioni, sulla base di un target condiviso che fissava a 2000 il numero di lavoratori in più nella sanità pubblica rispetto al 2023. Un risultato praticamente raggiunto: al 31 gennaio 2026, nella sanità piemontese lavorano 1992 persone in più rispetto al 2023. Questi sono i numeri certificati, i dati comunicati dal Pd sono invece il frutto di sommatorie quantomeno fantasiose e, forse volutamente, parziali».

Il problema risiederebbe nel metodo di calcolo: da un lato, nelle cessazioni si conteggiano sia i contratti a tempo determinato sia quelli indeterminati; dall’altro, nelle assunzioni si considerano solo quelle a tempo indeterminato, escludendo i tempi determinati attivati per reclutare professionisti più giovani.

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