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L'INAUGURAZIONE

Riapre l'ex Astanteria Martini, ma tra fischi e proteste

L'ambulatorio di via del Ridotto si trasferisce in via Cigna, generando polemiche

L'ex Astanteria Martini "rinasce", ma tra fischi e proteste

Le porte dell'ex Astanteria Martini di Torino riaprono, eppure ad accompagnare il "risorgere" dello stabile - datato 1922 - sono stati grida e fischi. Questa mattina, dopo 23 anni di abbandono, nel palazzo di via Cigna è stato inaugurato un nuovo ospedale di Comunità torinese. Ad accompagnare la camminata dal vecchio ambulatorio di via del Ridotto al nuovo ospedale di Comunità in via Cigna 74, un piccolo corteo della Spi Cgil e alcuni residenti si sono opposti fortemente dallo spostamento.

La protesta

"Vergona - hanno urlato - Qui i residenti sono anziani, come ci arriviamo fino lì?". A sollevare maggiori polemiche è riduzione dei servizi nella circoscrizione 5, la lontananza dalla vecchia al nuovo indirizzo e la mancanza di mezzi per arrivarci. Nonostante le firme raccolte, oggi il taglio del nastro ha ufficializzato la nuova sede. A smentire la tesi, la sfilata è stata cronometrata dal capogruppo Lega Fabrizio Ricca: all'arrivo all'ex Astanteria il telefono segnava 11 minuti e 22 secondi. Tra i cartelloni: "Picco ricordati di noi disabili, 11 minuti all'andata...e al ritorno?".

L'inaugurazione 

Il direttore generale dell'Asl Città di Torino, Carlo Picco lo ha definito "un momento storico per la città. Occupato, spaccio, degrado e messo all'asta. Ora, una proprietà dell'Asl viene restituita alla città". Il direttore ha ricordato come quest'apertura si inserisca in un investimento importante, da 8-10 milioni di euro, che comprende due case e due ospedali di comunità e tre centrali operative territoriali. "Tutte nello stesso edificio". 

La vecchia sede in via del Ridotto, come ricorda lo stesso direttore Picco, costava "130mila euro l'anno di affitto e non era a norma". Sulle proteste, Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, ha commentato: "Ascoltiamo tutti, è il fondamento della democrazia. Ma vanno fatte delle scelte e questa era la migliore possibile. Una scelta di buonsenso, mettiamo soldi pubblici su un bene pubblico, recuperiamo una spazio".

Al taglio del nastro, erano presenti anche i presidenti delle circoscrizioni 5 e 7, uniti e contenti del risultati. Ma anche l'assessore alla sanità Federico Riboldi e il neo vicepresidente della Regione Maurizio Marrone, che hanno definito l'inaugurazione "una vera vittoria". 

“Con l’inaugurazione della Casa di Comunità Ridotto-Einaudi- commentano dalla Lega - più di 120mila residenti della zona avranno accesso a un nuovo servizio che garantirà loro prestazioni sanitarie efficienti e cure”.

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