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Rivolta contro la puzza degli allevamenti di polli, appello del Comune ad Arpa

Da mesi gli abitanti sono costretti a vivere barricati in casa: «Odori nauseabondi, non si resiste»

Rivolta contro la puzza degli allevamenti di polli, appello del Comune ad Arpa

Rivolta contro la puzza degli allevamenti di polli, appello del Comune ad Arpa

Da mesi un paese del Canavese, in provincia di Torino, vive sotto assedio, con gli abitanti costretti a barricarsi in casa, tappando porte e finestre. No, alle porte di San Giusto per fortuna non ci sono soldati nemici e neanche bande di malviventi, ma "solo" cattivo odore. Una puzza che però a quanto pare è decisamente sopra il livello di guardia, tanto da rendere difficile la vita dei residenti, costretti a fare i conti con lievi malori, a non poter uscire di casa, a non invitare parenti e amici. Nel mirino, ci sono gli allevamenti di polli della zona anche se ancora nessuno è riuscito a capire da quale (o quali) in particolare provenga l'odore mefitico che sta mettendo a dura prova la pazienza degli abitanti. Tanto che dal Comune è partita una missiva ad Arpa Piemonte in cui, tra le altre cose, si segnala «un crescente stato di esasperazione tra la popolazione, che manifesta apertamente il proprio disagio e lascia intravedere il rischio di iniziative spontanee e non coordinate» anche perché «numerosi cittadini riferiscono sintomi quali nausea e irritazione alle vie respiratorie, elementi che alimentano timori circa possibili ripercussioni sulla salute pubblica». E per questo «si ritiene indispensabile un vostro tempestivo intervento volto a mitigare il fenomeno, anche a tutela dell’incolumità pubblica».

Nelle scorse settimane il Comune, proprio su invito di Arpa, ha arruolato delle "sentinelle", chiamate a segnalare  quotidianamente gli episodi di odore, indicando giorno, orario e intensità percepita. Un monitoraggio che dovrebbe aiutare gli esperti a individuare l'origine dell'odore ma che dovrebbe proseguire per alcuni mesi prima di portare a dei risultati concreti. Troppo tempo, secondo cittadini e amministrazione, anche perché l'estate è alle porte ed è impensabile affrontare il caldo senza poter aprire porte e finestre. «La prospettiva di dover attendere diversi mesi di monitoraggi - si sottolinea infatti nella missiva - unita all’avvio della stagione primaverile, rende la situazione difficilmente sostenibile per la cittadinanza». Nel frattempo, le segnalazioni e le proteste anche sui social si moltiplicano senza però che si riesca a individuare con precisione l'origine della puzza che, secondo alcuni, potrebbe anche provenire da allevamenti che si trovano sul territorio dei comuni confinanti.

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