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canavese
22 Aprile 2026 - 12:33
Rivolta contro la puzza degli allevamenti di polli, appello del Comune ad Arpa
Da mesi un paese del Canavese, in provincia di Torino, vive sotto assedio, con gli abitanti costretti a barricarsi in casa, tappando porte e finestre. No, alle porte di San Giusto per fortuna non ci sono soldati nemici e neanche bande di malviventi, ma "solo" cattivo odore. Una puzza che però a quanto pare è decisamente sopra il livello di guardia, tanto da rendere difficile la vita dei residenti, costretti a fare i conti con lievi malori, a non poter uscire di casa, a non invitare parenti e amici. Nel mirino, ci sono gli allevamenti di polli della zona anche se ancora nessuno è riuscito a capire da quale (o quali) in particolare provenga l'odore mefitico che sta mettendo a dura prova la pazienza degli abitanti. Tanto che dal Comune è partita una missiva ad Arpa Piemonte in cui, tra le altre cose, si segnala «un crescente stato di esasperazione tra la popolazione, che manifesta apertamente il proprio disagio e lascia intravedere il rischio di iniziative spontanee e non coordinate» anche perché «numerosi cittadini riferiscono sintomi quali nausea e irritazione alle vie respiratorie, elementi che alimentano timori circa possibili ripercussioni sulla salute pubblica». E per questo «si ritiene indispensabile un vostro tempestivo intervento volto a mitigare il fenomeno, anche a tutela dell’incolumità pubblica».
Nelle scorse settimane il Comune, proprio su invito di Arpa, ha arruolato delle "sentinelle", chiamate a segnalare quotidianamente gli episodi di odore, indicando giorno, orario e intensità percepita. Un monitoraggio che dovrebbe aiutare gli esperti a individuare l'origine dell'odore ma che dovrebbe proseguire per alcuni mesi prima di portare a dei risultati concreti. Troppo tempo, secondo cittadini e amministrazione, anche perché l'estate è alle porte ed è impensabile affrontare il caldo senza poter aprire porte e finestre. «La prospettiva di dover attendere diversi mesi di monitoraggi - si sottolinea infatti nella missiva - unita all’avvio della stagione primaverile, rende la situazione difficilmente sostenibile per la cittadinanza». Nel frattempo, le segnalazioni e le proteste anche sui social si moltiplicano senza però che si riesca a individuare con precisione l'origine della puzza che, secondo alcuni, potrebbe anche provenire da allevamenti che si trovano sul territorio dei comuni confinanti.
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