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02 Maggio 2026 - 11:45
Non è un semplice furto, ma una ferita profonda inferta al cuore della tradizione locale. La comunità di Forno Canavese si è svegliata nelle scorse ore con una notizia: la storica statuina della Madonnina, custodita nel pilone votivo di frazione Comba, è stata rubata.
L'effigie, alta circa 70 centimetri e di colore bianco, non è stata solo sottratta, ma letteralmente sradicata dalla sua sede. Un dettaglio, quest'ultimo, che testimonia la determinazione e la violenza del gesto, lasciando intendere che non si sia trattato di un atto impulsivo, ma di un'azione mirata contro un simbolo religioso e identitario molto caro ai residenti.
La scoperta del furto è avvenuta nella mattinata di oggi, sabato 2 maggio 2026, e si è diffusa rapidamente in tutto il paese. Chi da anni si occupa con dedizione della cura e della manutenzione del pilone non ha usato mezzi termini, parlando apertamente di profanazione.
Nei piccoli centri del Canavese, i piloni votivi non sono semplici elementi architettonici o decorativi, ma rappresentano punti di riferimento quotidiani, custodi di memorie collettive e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Per gli abitanti di frazione Comba, quella Madonnina faceva parte del paesaggio familiare e della vita di tutti i giorni.
L'indignazione è esplosa immediatamente anche sui social network, dove i cittadini hanno espresso incredulità e amarezza per un gesto ritenuto incomprensibile. Contemporaneamente allo sdegno, è partito un accorato appello: la speranza è che qualcuno possa aver notato movimenti sospetti nelle ore precedenti al furto o che la statuina possa essere ritrovata, magari abbandonata dai ladri dopo il colpo.
La comunità di Forno Canavese attende ora risposte, con l'auspicio che questo "pezzo di storia" possa presto tornare al suo posto, sanando una ferita che, al momento, resta aperta nel sentimento comune della frazione.
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