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IL DERBY D'ITALIA E' NERAZZURRO

Juve di cuore, Inter di fortuna (e con La Penna): Chivu batte Spalletti al 90'. Ma quante polemiche...

L'arbitro inverte il secondo giallo tra Kalulu e Bastoni al 42°: i bianconeri danno tutto, Zielinski fa 3-2 all'ultimo respiro

L'Inter batte la Juve 3-2 in un derby d'Italia pieno di polemiche (foto Getty Image)

L'Inter batte la Juve 3-2 in un derby d'Italia pieno di polemiche (foto Getty Image)

La Juve perde e va a -15 dall’Inter, ma tutta questa differenza non si è vista. Nemmeno quando i bianconeri sono rimasti in 10 per l’abbaglio di La Penna, nemmeno con 45 minuti in inferiorità numerica. Spalletti si tiene prestazione e cuore, Chivu si avvicina ulteriormente allo scudetto con un 3-2 epico.

Il Thuram nerazzurro è in campo a far coppia con Lautaro, quello bianconero è a San Siro ma soltanto in tribuna: Khephren non recupera dalla botta alla caviglia, Spalletti sceglie Miretti per giocare al fianco di Locatelli e poi lancia tutti i titolarissimi. I bianconeri partono con personalità e conducono il gioco, ma al primo affondo dell’Inter vanno sotto: Sucic allarga per Luis Henrique che mette in mezzo e trova la deviazione di Cambiaso, il pallone è lento ma Di Gregorio si incarta goffamente cercando di respingere con i piedi. I ragazzi di Spalletti non si scompongono e riprendono a giocare, passano 9 minuti e Cambiaso segna di nuovo, questa volta nella porta giusta per l’1-1 bianconero. Al 42°, ecco l’episodio che stravolge il derby d’Italia: Kalulu e Bastoni sono già ammoniti, La Penna vede un tocco del bianconero e lo espelle, ma con le regole che stanno studiano i vertici arbitrali sarebbe dovuta essere revoca del rosso al francese e seconda ammonizione per simulazione ai danni dell’interista.

Chivu toglie proprio Bastoni per Carlos Augusto e Spalletti richiama Conceicao per Holm, la Juve spaventa subito l’Inter con Sommer che deve respingere su Cambiaso e Miretti. Il centrocampista lascia il posto a Koopmeiners e il tecnico toscano si copre ulteriormente sostituendo David con Cabal e spostando Yildiz da falso nove. Per l’ultimo quarto d’ora il turco viene rimpiazzato da Boga, prima e dopo la Juve alza le barricate e respinge gli assalti nerazzurri che ci provano anche dalla distanza. Al 76°, però, il muro bianconero cede: ennesimo cross perfetto di Dimarco, colpo di testa di Esposito che salta tra Locatelli e Kelly e fa 2-1. Sembra l’ipoteca sul derby d’Italia e su un pezzo di scudetto, invece la Juve trova la forza per reagire e sull’asse McKennie-Locatelli, i due migliori in campo, realizza il pareggio che manda in visibilio la panchina. La pietra tombale, però, arriva da Zielinski che al 90° trova il jolly definitivo.

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