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FORMULA 1

2026, l'anno della rivoluzione: Leclerc e Hamilton sono pronti

Dodici anni dopo l'introduzione dei motori ibridi, nel Circus cambia tutto fin dal primo appuntamento in Australia e anche il calendario sarà stravolto

La Ferrari SF-26 di Charles Leclerc

La Ferrari SF-26 di Charles Leclerc (foto IG@scuderiaferrari)

Schivando missili e blocchi alle frontiere la Formula 1 è pronta per il suo primo atto, anche se il futuro resta incerto. Ci sarà senza dubbio il Gran Premio di domenica prossima a Melbourne che aprirà la stagione, mentre la prima parte è ancora tutta da disegnare. All'inizio della prossima settimana arriverà una decisione definitiva sulla disputa o meno dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita, previsti per metà aprile.

Salteranno quasi sicuramente e per la loro sostituzione Liberty Media punta su alcuni circuiti europei che in effetti si sono già proposti, a cominciare da Imola (ma ci sono anche Portimão, Nürburgring, Istanbul e Le Castellet). Una delle molte incognite attuali, in mezzo a tutte le altre che accompagneranno tutti verso la nuova era. Ci attende non un semplice cambio di regolamento, ma una rivoluzione vera

Monoposto più leggere di almeno 30 kg e anche più efficienti perché gestiranno diversamente motori ed energia. Il simbolo per tutti è la nuova power unit che arriva dodici anni dopo l’introduzione dei motori ibridi. Senza entrare in dettagli troppo complicati, la potenza erogata dal V6 turbo da 1.6 litri sarà equamente divisa tra il motore endotermico e la componente elettrica. In più debutteranno nuovi carburanti sostenibili e anche questi potranno fare la differenza nelle singole prestazioni. Alla fine però i tifosi chiedono equilibrio e soprattutto sorpassi, quelli che nella F1 attuale sono diventati una rarità.

C'è attesa per tutti, ma quella per la Ferrari è come al solito maggiore. Lewis Hamilton nel 2026 festeggia i suoi primi vent'anni in questo mondo, fatti di 7 titoli mondiali, 105 vittorie e 104 pole position. Ma non vuole passare come un pensionato del volante. E Charles Leclerc, fresco di fede al dito, deve capire se quel contratto firmato con Maranello ancora per tre stagioni abbia un senso, oppure se alla fine dell'anno sarà meglio cambiare e cercare una monoposto più adatta alle sue giuste ambizioni.

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