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GIORNATA GRANATA

Il Toro a casa del Milan, D'Aversa: "Non abbiamo ancora fatto nulla. Allegri? Ecco cosa penso di lui"

I granata cercano l'impresa nella tana del Diavolo, l'ultimo blitz risale al 1985: "E' un motivo in più per provarci"

Il tecnico del Torino, Roberto D'Aversa

Il tecnico del Torino, Roberto D'Aversa

Sei punti in tre partite da quando è arrivato a guidare il Toro, ma Roberto D’Aversa non si accontenta. "Non abbiamo ancora fatto nulla e non abbiamo raggiunto l’obiettivo, tre gare non cancellano il passato" è il messaggio mandato dall’allenatore granata, consapevole che il peggio è alle spalle ma anche che c’è ancora tanta strada da fare. Il prossimo ostacolo da superare è di quelli proibitivi, Vlasic e compagni saranno di scena a San Siro contro quella che è ancora l’anti-Inter, il Milan. I rossoneri vogliono ancora sperare nello scudetto e soprattutto cercano il riscatto dopo la sconfitta di Roma contro la Lazio, il Toro ha decisamente meno ansie da classifica ma c’è il sogno di centrare l’impresa.

D’Aversa, l’ultima vittoria in casa del Milan risale al 1985…
"E' un motivo in più per provarci. Andremo in campo per fare risultato pieno, loro sono secondi e portano tanto pubblico che spinge molto. Il Milan ha fatto più progressi di tutti rispetto allo scorso anno, ma noi siamo il Toro: dobbiamo lottare fino all'ultimo minuto, è una squadra abituata a giocare a San Siro. L'obiettivo è portare a casa il miglior risultato possibile, ma serve la prestazione e non c'è margine d’errore: lo abbiamo visto e pagato a Napoli. Rispetto per tutti con la consapevolezza di mettere in difficoltà chiunque".

Affronterà Allegri per la sesta volta, ad oggi ha ottenuto un solo punto
"La ringrazio per avermelo ricordato (ride, ndr). E' un ottimo allenatore, lo sta dimostrando. Fino alla gara contro la Lazio era in lotta per lo scudetto e l'obiettivo iniziale era entrare in Champions. Anche alla Juve ha fatto benissimo tra scudetti e finali di Champions, è un allenatore pragmatico che fa un ottimo calcio. E' un grande allenatore, punto e basta, poi l'estetica è personale".

Adams o Zapata: chi sceglie in attacco?
"Nemmeno i giocatori sanno la formazione, la darò in hotel o direttamente a San Siro e dipende da dove faremo la riunione tecnica. Di certo ho un dubbio, nelle varie partite si ragiona sia sul giocatore che parte sia su quello che deve subentrare: di solito Zapata fa più fatica quando entra a gara in corso, ma contro il Parma lo abbiamo sfruttato al meglio anche perché sapevo che Adams non avrebbe avuto i 90 minuti".

Ha spronato Casadei a dare di più, ha avuto le risposte che cercava?
"Mi sono espresso così perché mi è stato chiesto di Cesare: ripeto ciò che ho detto, deve trovare continuità perché ha qualità importanti. Ma noi dobbiamo ragionare di squadra, perché è il gruppo ad esaltare il singolo".

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