l'editoriale
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SERIE A
21 Marzo 2026 - 21:08
Roberto D'Aversa
Il solito Toro da trasferta, arrendevole e molle. L'ennesima contestazione a Urbano Cairo questa volta sotto casa perché Milano ormai l'ha adottato da tempo. Finisce così l'ennesimo viaggio della speranza che si trasforma in un pugno di mosche, con il Milan che chiude la pratica ad inizio ripresa piazzando l'uno-due decisivo per il 3-2 finale in meno di tre minuti e ributtando i granata nella mischia di quelli che ancora non hanno un futuro certo in Serie A.
Finisce così, era cominciata con un altro messaggio mandato dai tifosi al patron. La firma è quella dei Torino Hooligans, le parole molto chiare: "L'orologio di Urbano fa tic-tac" e "Tempo scaduto", sono le parole sui due striscioni appesi all'ingresso della sede meneghina di RCS. Nessun insulto al quale attaccarsi, la sensazione di una frattura ormai insanabile. Così come insanabile è la mediocrità di questo piccolo Toro che davanti ha riproposto la coppia formata da Simeone e Zapata ma al tirar delle somme ha creato davvero poco dalle parti di Maignan.
L'argentino ha pareggiato nel primo tempo il vantaggio di Pavlovic solo grazie ad un regale del portiere avversario. Poi dopo il doppio schiaffo firmato da Rabiot e Fofana, con la gara che si è trascinata stancamente alla fine. Un ultimo sussulto con il rigore trasformato da Vlasic dopo fallo di Pavlovic e quindi i titoli di coda. Ma in fondo se sono quasi 41 anni che i granata non battono il Milan a San Siro, volevi che succedesse questa volta?
Roberto D'Aversa a fine gara la prende con filosofia: «Il bicchiere è pieno per tre quarti. Non è pieno per il risultato, ma la partita i miei ragazzi l’hanno fatta e sono fiero di loro. Per i numeri avremmo meritato un risultato diverso, ma l'unico che conta ha visto il Milan vincere. Il rammarico è solo sul risultato, sono molto orgoglioso dei ragazzi, hanno fatto una prestazione da Toro. Però bisogna essere più determinati, cattivi e precisi».
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