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VOLLEY IN EUROPA

La Reale Mutua Fenera Chieri '76 attesa dalla partita dell'anno, nella finale di ritorno di Cev Cup

Le collinari all'andata al Pala Gianni Asti hanno perso per 3-2 e a Istanbul dovranno vincere

La Reale Mutua Fenera Chieri '76 attesa dalla partita dell'anno, nella finale di ritorno di Cev Cup

Coach Nicola Negro incita le sue ragazze, che sono chiamate a un'impresa

A una settimana dalla grande battaglia andata in scena al Pala Gianni Asti e persa per 3-2 contro il Galatasaray Daikin, dopo aver avuto quattro match-point, la Reale Mutua Fenera Chieri ’76 è a Istanbul, per disputare la finale di ritorno di CEV Volleyball Cup.

La squadra guidata da Nicola Negro scenderà in campo domani, mercoledì 8 aprile, alle ore 19 e, per sollevare il suo terzo trofeo continentale nelle ultime quattro stagioni, dovrà imporsi per 3-0 o 3-1 o, in caso di successo per 3-2, aggiudicarsi anche il successivo golden set.

«All’andata ci aspettavamo una partita combattuta - ricorda il coach - e invece i primi quattro set sono stati dominati alternativamente dalle due contendenti. L’efficacia della battuta ha influenzato fortemente il nostro rendimento. Al tiebreak, c’è stato grande equilibrio. Ci siamo procurati quattro palle match, ma in quei frangenti non abbiamo avuto dei contrattacchi per chiudere. Precedentemente, invece, non avevamo sfruttato delle situazioni favorevoli».

Nonostante la sconfitta, non sono mancati i riscontri positivi: «Abbiamo lottato alla pari con una compagine che è stata costruita per conquistare la coppa. Purtroppo, però, non abbiamo concretizzato delle opportunità e nel ritorno per invertire il risultato dovremo essere migliori da questo punto di vista. Ci attende la partita dell’anno, che mette in palio un trofeo al quale teniamo moltissimo. Poi penseremo ai Playoff Challenge, per restare in Europa, ma ora la partita contro il Galatasaray monopolizza i nostri pensieri».

Le turche stanno preparando la festa davanti al loro pubblico e compito delle collinari sarà di rovinargliela. «Dovremo fronteggiare - afferma Negro - soprattutto difficoltà tecniche, dovute alla forza delle avversarie. La componente del loro tifo si è già fatta sentire a Torino, anche se in casa sarà moltiplicata. Siamo consapevoli che per vincere dovremo rischiare. Negli ultimi cinque anni ho avuto la fortuna di giocare 24 finali (in Brasile, ndr) e so che non ci sono particolari discorsi motivazionali da fare. Sappiamo tutti per quale motivo siamo qui».

La mente va a una rimonta andata a buon fine: «In occasione della prima Superliga vinta, perdemmo gara-1 e prevalemmo al ritorno e alla “bella”, nella quale eravamo sotto per 2-1. Eravamo in campo neutro, dentro una bolla, essendo durante il periodo del Covid».

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