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Esposizione artistica
13 Gennaio 2026 - 22:30
La moda lo ha celebrato a più riprese, trasformando le sue immagini in abiti manifesto e passerelle iconiche. Da Gianni Versace ad Anna Molinari, fino a Raf Simons per Dior, l’estetica di Andy Warhol ha attraversato decenni di fashion system, dimostrando quanto il linguaggio della Pop Art sia diventato universale. Ma prima di Marilyn, delle Campbell’s Soup e della Factory argentata, Warhol fu anche altro: illustratore, designer, creatore di pattern tessili immerso nella New York degli anni Cinquanta. È proprio questo volto meno noto dell’artista il cuore di “Andy Warhol. Pop Art & Textiles”, la doppia mostra in corso a Biella fino al 6 aprile.
Allestita tra Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero, l’esposizione racconta Warhol a partire dalle origini del suo immaginario, mettendo in dialogo le opere più celebri con la sua produzione grafica e tessile. Un progetto espositivo che trova una sede ideale in una città dalla forte tradizione industriale e manifatturiera, e che restituisce una lettura più complessa e stratificata del genio di Pittsburgh, uno dei massimi protagonisti dell’arte del Novecento.
Prima di diventare il cantore della società dei consumi, Warhol lavorò, infatti, come illustratore per riviste come Vogue, Harper’s Bazaar e Glamour, disegnando tessuti, motivi decorativi e immagini destinate alla riproduzione seriale. A Palazzo Ferrero sono esposti rari abiti, campioni di stoffa, disegni e materiali provenienti dal Fashion & Textile Museum di Londra, insieme a capi vintage degli anni Cinquanta e Sessanta. Qui emergono già i tratti distintivi della sua poetica: la ripetizione, la semplificazione grafica, la trasformazione dell’immagine in ritmo visivo. Tecniche come la blotted line o le novelty prints anticipano chiaramente la futura estetica Pop, rendendo il tessuto un vero laboratorio sperimentale.
Il percorso prosegue a Palazzo Gromo Losa, dove prende forma il Warhol più conosciuto: quello delle grandi serigrafie, delle fotografie, delle copertine di dischi e riviste che hanno costruito un immaginario globale. Dalle Marilyn ai Flowers, dalle Campbell’s Soup alle opere dedicate all’Italia e a Napoli, come i Vesuvius, la mostra ripercorre la nascita di un linguaggio capace di attraversare arte, moda, musica e cinema.
“Andy Warhol. Pop Art & Textiles” riesce, così, a ricomporre le molte identità dell’artista, riconnettendo il mito della Pop Art alle sue radici progettuali e artigianali. Un’occasione preziosa per riscoprire Warhol non solo come icona, ma come autore completo, capace di trasformare stoffe, immagini e oggetti quotidiani nel seme di una rivoluzione visiva che ancora oggi continua a influenzare il nostro sguardo.
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