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Martedì 10 febbraio al cinema Massimo

Jude Law è Putin, "Il mago del Cremlino" in anteprima al Massimo di Torino

A presentarlo martedì 10 febbraio alle 20,15 sarà il regista francese Olivier Assayas

“Il mago del Cremlino”

Jude Law in una scena

«Non sapevo nulla del modo in cui Putin è arrivato al potere, e ho trovato la storia molto avvincente»: parola di Olivier Assayas, regista francese che sarà ospite a Torino, al cinema Massimo, martedì 10 febbraio per presentare in anteprima “Il mago del Cremlino”, il suo film più recente, in uscita nelle sale italiane dal 12 febbraio.

Per l’occasione, il regista sarà in dialogo con Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema, e incontrerà il pubblico alle 20,15, prima della proiezione del film alle 20,45.

“Il Mago del Cremlino”, tratto dal libro di grande successo di Giuliano Da Empoli, racconta la Russia dei primi anni Novanta, dopo il crollo dell'Urss e nel caos di un Paese in ricostruzione. Vadim Baranov, un giovane uomo dall’intelligenza brillante, si sta facendo strada e diventa il braccio destro di un uomo che ha lavorato nel Kgb e che è destinato a conquistare il potere assoluto: Vladimir Putin, altrimenti detto «lo zar».

«Qui si parla di eventi accaduti anni fa, quando le strategie politiche messe in campo, hanno prodotto effetti devastanti. È persino superfluo dirlo, perché oggi ne siamo tu coscienti, ma volevo mostrare come le strategie all’interno della cerchia più stretta di Putin hanno ridefinito la politica moderna», aggiunge Assayas, a cui dal 7 febbraio il Museo del Cinema organizza una retrospettiva dei film di una carriera lunga ormai più di quarant'anni.

Presentato in concorso all'ultima Mostra d'arte cinematografica di Venezia, il film vanta nel cast un bravissimo Paul Dano nei panni di Baranov e uno strabiliante Jude Law, irriconoscibile nel ruolo di Putin.

Spiega Assayas: «La parte più difficile è stata quella di Putin, perché è al potere da così tanto tempo e lo vediamo ogni giorno nei vari notiziari. Tutti conoscono il suo volto. In un certo senso, era questa la scommessa del film: Jude Law sarebbe riuscito a interpretare un Putin credibile? Conosco Jude da anni: nel 2011 abbiamo fatto parte della stessa giuria a Cannes, siamo diventati amici. Ero convinto che lo avrebbe impersonato in modo molto convincente. Infatti è riuscito a trasmettere molto di Putin ma, nonostante l’accurata trasformazione, dobbiamo ammettere che Jude conserva più umanità del suo personaggio, il che in effetti non è molto difficile». 

La rassegna dei suoi film precedenti è altamente consigliata: nato a Parigi nel 1955, redattore dei “Cahiers du Cinéma” dal 1980 al 1985, sceneggiatore per André Téchiné, Assayas esordisce nel lungometraggio nell’86 con “Désordre”, storia dura di disperazione giovanile, che diviene uno dei temi più ricorrenti del suo cinema, caratterizzato da una grande attenzione per il racconto, la sperimentazione linguistica e la complessità psicologica dei personaggi. I suoi film, liberi e audaci, hanno delineato nuove prospettive, ridefinito la dialettica tra realtà e finzione, nonché il rapporto del cinema con il proprio passato.

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