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Toponomastica
25 Febbraio 2026 - 13:15
Uno dei casi più noti è quello di “piazza Benefica”, denominazione ampiamente utilizzata dai cittadini ma assente nella toponomastica comunale
A Torino esistono luoghi che nella percezione collettiva hanno un nome diverso da quello riportato negli atti ufficiali. Uno dei casi più noti è quello di “piazza Benefica”, denominazione ampiamente utilizzata dai cittadini ma assente nella toponomastica comunale. L’area, situata nel quartiere Cit Turin, è infatti formalmente indicata come Giardini Luigi Martini.

L’origine del nome d’uso risale alla fine dell’Ottocento, quando in via Susa 15 venne istituita la Casa Benefica, una struttura dedicata all’assistenza e alla formazione di bambini e famiglie in difficoltà. L’iniziativa fu promossa da Luigi Martini, pretore urbano dell’epoca, che sostenne il progetto sia sul piano organizzativo sia economico. L’istituzione ebbe un ruolo significativo nel tessuto sociale torinese di fine secolo, in un periodo caratterizzato da forte crescita demografica e da rilevanti trasformazioni urbane e industriali.

Con il tempo, la presenza della Casa Benefica contribuì a identificare l’intera area circostante con il termine “Benefica”. Quando il giardino centrale venne intitolato ufficialmente a Luigi Martini, il riferimento alla funzione “benefica” dell’opera rimase nel linguaggio comune. Si è così consolidata una doppia denominazione: quella amministrativa, legata alla figura di Martini, e quella popolare, collegata all’istituzione assistenziale.

La distinzione tra nome ufficiale e nome d’uso non è insolita nella storia urbana torinese. In diversi casi, la consuetudine ha prevalso sulla formalizzazione toponomastica, soprattutto quando un edificio, un’attività o una funzione sociale hanno inciso in modo duraturo sull’identità del luogo. Nel caso di “piazza Benefica”, il mercato rionale ha ulteriormente rafforzato questa consuetudine: ancora oggi molti torinesi parlano di mercato della Benefica, sebbene nelle comunicazioni istituzionali compaia anche la dicitura Martini-Benefica.
Nel corso degli anni, l’area è stata oggetto di interventi di riqualificazione e ha ospitato elementi che ne hanno caratterizzato l’immagine urbana, come la cosiddetta “fontana di vetro”, installazione artistica collocata al centro del giardino per un lungo periodo e successivamente rimossa. Anche questi interventi hanno contribuito a mantenere alta la riconoscibilità dello spazio pubblico.

Dal punto di vista amministrativo, tuttavia, la denominazione resta invariata: “piazza Benefica” non esiste negli atti ufficiali della Città di Torino. Il nome sopravvive nella comunicazione informale, nei riferimenti commerciali e nella memoria collettiva del quartiere. Si tratta di un esempio di come la toponomastica non sia solo un fatto burocratico, ma anche il risultato di pratiche sociali e abitudini linguistiche che si consolidano nel tempo.
La vicenda evidenzia il rapporto tra storia locale e linguaggio quotidiano: un’istituzione nata oltre un secolo fa continua a influenzare il modo in cui i cittadini identificano uno spazio urbano, indipendentemente dalla denominazione registrata sulle mappe ufficiali.
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