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Spettacolo

La prima donna al Giro d’Italia maschile arriva a Moncalieri in uno spettacolo

Giovedì 12 marzo alle 18 sarà proposto un racconto teatrale sulla figura della ciclista che nel 1924 partecipò al Giro d’Italia maschile

La prima donna al Giro d’Italia maschile arriva a Moncalieri in uno spettacolo

Giovedì 12 marzo alle 18, nella biblioteca di Moncalieri, è in programma lo spettacolo “Vi racconto una donna, una donna ciclista”, a cura di Claudio Tartaglino

Giovedì 12 marzo alle 18, nella biblioteca di Moncalieri, è in programma lo spettacolo “Vi racconto una donna, una donna ciclista”, a cura di Claudio Tartaglino, dedicato alla figura di Alfonsina Strada. L’iniziativa ripercorre la vicenda sportiva e personale dell’unica donna che abbia preso parte a un’edizione maschile del Giro d’Italia.

La partecipazione di Alfonsina Strada al Giro risale al 1924. La sua presenza in corsa rappresentò un fatto eccezionale per l’epoca e attirò subito attenzione, sia da parte del pubblico sia da parte della stampa. Tappa dopo tappa, la ciclista emiliana divenne uno dei temi più seguiti della competizione, suscitando interesse, ma anche reazioni contrastanti.

Uno degli episodi più noti di quella esperienza avvenne durante l’ottava tappa, da L’Aquila a Perugia, considerata tra le più impegnative del percorso. In quella frazione Alfonsina Strada cadde, danneggiò il manubrio della bicicletta e concluse la prova oltre il tempo massimo previsto dal regolamento. In base alle norme avrebbe dovuto essere esclusa dalla corsa, ma il direttore della Gazzetta dello Sport decise di consentirle di proseguire fuori classifica.

La sua partecipazione si concluse comunque a Milano, termine della corsa, in un’edizione particolarmente selettiva: dei 90 corridori partiti, solo 30 riuscirono a completare il Giro. Tra questi c’era anche Alfonsina Strada, risultato che contribuì a consolidarne la notorietà.

Lo spettacolo proposto a Moncalieri ricostruisce non solo l’esperienza del 1924, ma anche il percorso di vita della ciclista, nata in Emilia alla fine dell’Ottocento e poi passata anche da città come Torino e Milano. Il racconto mette al centro una figura che, attraverso lo sport, riuscì a ritagliarsi uno spazio in un contesto quasi esclusivamente maschile.

L’appuntamento in biblioteca offre quindi l’occasione per approfondire una pagina particolare della storia del ciclismo italiano e il profilo di un’atleta che occupa ancora oggi un posto singolare nella memoria sportiva nazionale.

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