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Ciak si gira

Il Dobermann di "Mare fuori" a Torino per un nuovo set

Enrico Tijani protagonista della pellicola "Un eroe italiano" diretta da Duccio Chiarini

Un eroe italiano

Tijani sul set

Sono iniziate lo scorso 27 febbraio le riprese del film “Un eroe italiano”, da un’idea di Yousuf Saeid diretto da Duccio Chiarini alla sua terza regia per il cinema dopo “Short Skin” e “L’ospite”, con protagonisti Andrea Pennacchi (Le città di pianura, Primavera, Berlinguer - la grande ambizione), Enrico Tijani (Dobermann di Mare Fuori) affiancati sul set da Valentina Romani e Iaia Forte. Le riprese si svolgeranno a Torino per sette settimane. Yousuf Saeid (conosciuto come MC Swat) arriva in Italia otto anni fa dopo essere stato costretto a lasciare la Libia, per lo stile provocatorio del suo rap. Colpito dal razzismo e dal pietismo verso i migranti, Yousuf ha pensato di proporre a Rosamont una storia per il cinema che raccontasse finalmente le vicende di un migrante imperfetto, arrogante, perché “i migranti sono sempre visti come vittime o come minaccia, mai come esseri umani.” Aigo (Enrico Tijani) è un giovane migrante. È in Italia da un po’ e sogna di andarsene presto, appena riuscirà a ottenere i documenti necessari. È pronto a tutto per averli, anche a compiere un atto eroico. Antonio (Andrea Pennacchi) è un colonnello dei carabinieri in pensione, vedovo e misantropo, deluso dalla vita, arrabbiato col mondo e in conflitto con la figlia.

Abbracciando i più ovvi luoghi comuni cerca costantemente qualcuno con cui prendersela.

L’incontro tra i due, imprevedibile e rocambolesco, costringerà Aigo e Antonio - se pur diversi, uniti dalla solitudine e dalla rabbia - a mettere in discussione i pregiudizi che li hanno guidati fino ad allora per aprire finalmente il proprio cuore agli altri.

“Per Rosamont realizzare questa commedia è come scrivere il lieto fine di una favola. Il desiderio di Yousuf Saeid di raccontare le vicende di un migrante scorretto nasce dalla sua volontà di rappresentare un’umanità fragile e difettosa, senza moralismi, con tanta ironia. Nessuno meglio di Duccio Chiarini può valorizzare questo racconto delicato e divertente, con poesia, rispetto e intelligenza” - ha dichiarato Marica Stocchi, produttrice Rosamont.

 

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