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CULTURA E STORIA

Le rovine di un tempio che sfida i secoli: in Liguria c'è un gioiello gotico a pochi passi dal mare

Nato da un voto di solitudine e fede nel XIII secolo: la storia di un monumento nazionale da riscoprire.

Le rovine di un tempio che sfida i secoli: in Liguria c'è un gioiello gotico a pochi passi dal mare

Esistono luoghi dove il silenzio parla più di mille discorsi. Luoghi in cui le pietre, consumate dal tempo, custodiscono segreti di nobiltà e devozione. Monastero di valle christi, un antico complesso monastico duecentesco, oggi splendida rovina e monumento nazionale, che svetta ancora con la sua imponente torre campanaria in cotto, alleggerita da eleganti trifore marmoree.

La storia di questo "scrigno" di architettura gotico-romanica affonda le radici in un documento del 1204. Non fu un ordine religioso a volerlo, ma la volontà ferrea di due sorelle della nobiltà genovese: Altilia e Tibia Malfanti. Rimaste sole, decisero di donare le proprie terre per edificare un convento dove potersi ritirare a vita monacale. Un sogno di pietra che nel 1206 divenne realtà, affidato all'ordine dei Cistercensi.

L'edificio colpisce per la sua pianta a croce latina e per un dettaglio rarissimo, visibile in pochissimi altri esempi (come la chiesa del Carmine a Genova): l'abside a fondo piatto, tipico dello stile gotico-cistercense originale. La struttura, pur essendo oggi priva di tetto in alcune sue parti, mantiene intatto il fascino della sua mole solida, che ricorda la celebre Basilica dei Fieschi.

Camminare tra queste mura significa fare un salto indietro di otto secoli, respirando l'atmosfera di un tempo in cui la fede si faceva architettura pura, tra archi a sesto acuto e silenzi solenni. Un luogo che, nonostante il passare dei secoli, continua a dominare la valle con la sua straordinaria cuspide a quattro falde.


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