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Il Roero riscopre i suoi tesori: al via il nuovo itinerario del "Sentiero dei Frescanti"

Un progetto di rete unisce chiese e castelli tra Medioevo e Barocco: domenica 29 marzo l'appuntamento inaugurale dedicato ai cicli pittorici di Castellinaldo e Vezza.

Il Roero riscopre i suoi tesori: al via il nuovo itinerario del "Sentiero dei Frescanti"

Nel Roero un progetto nato nel 2016 unisce chiese, cappelle e confraternite attraverso un percorso dedicato agli affreschi realizzati tra il Quattrocento e il Settecento. La rassegna Arte, Estetica e Paesaggio intende restituire visibilità a questo patrimonio attraverso visite guidate e itinerari tematici.

Nel 2016 un gruppo di sindaci affida all'architetto Silvana Pellerino la direzione scientifica del Sentiero dei Frescanti. L'obiettivo è selezionare una rappresentanza significativa di affreschi e offrire ai visitatori nuove opportunità di scoperta. Il progetto si sviluppa come una rete che coinvolge amministrazioni locali, l'Ecomuseo, Italia Nostra e il Club Unesco albese, oltre a comunicatori e tour operator.

La programmazione prende avvio domenica 29 marzo dalle 15.30 alle 17.30 con Sulle orme dei Frescanti, una visita guidata condotta da Piera Arata e Vilma Vola. L'incontro si terrà nel Salone Polifunzionale "ex Acli" di via Guglielmo Marconi e propone un percorso che intreccia storia dell'arte, tecniche pittoriche e simbologia, con particolare attenzione agli affreschi di San Servasio a Castellinaldo e del Santuario della Madonna dei Boschi di Vezza.

Il Sentiero attraversa diverse località e periodi artistici:

Palazzo comunale di Ceresole d'Alba

Confraternita di San Francesco d'Assisi di Santa Vittoria d'Alba, testimonianza di influenza medievale

Cappella del crocifisso nel castello di Magliano Alfieri, esempio di barocco piemontese

Cappella campestre di San Michele a Santo Stefano Roero

Confraternita dell'Annunziata di Guarene

Area di San Ponzio a Monticello d'Alba

Cappella di San Bernardo a Castagnito

Questi luoghi sono uniti dalla continuità della tradizione figurativa del Roero, dalla manualità dei frescanti e dalla devozione popolare che ha utilizzato le immagini come linguaggio condiviso.

Questa rete combina tutela rigorosa del patrimonio, narrazione accessibile e accoglienza qualificata, creando un modello che trasforma il turismo culturale in una forma di permanenza e relazione nel territorio, piuttosto che in una visita fugace.

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