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Cuneo
08 Aprile 2026 - 15:28
George Clooney
”Ti racconto di quel giorno in cui ho visto George Clooney a Cuneo...”: chissà quante persone, tra qualche anno, racconteranno ai loro nipoti la giornata di oggi (mercoledì 8 aprile 2026), quando uno dei più noti e amati attori americani di tutti i tempi ha trascorso alcune ore nel capoluogo della Granda, per parlare di diritti e di futuro.
Clooney è stato ospite dell’evento presso il Palazzetto dello Sport di Cuneo della Fondazione Crc, un incontro pensato per le giovani generazioni, un confronto con personalità di rilievo internazionale sul tema del talento.
«In questi anni abbiamo ospitato dei giganti, da Steffi Graf e Andre Agassi a Pep Guardiola», spiega Mauro Gola, presidente della Fondazione Crc «Per noi l’ispirazione è una scintilla necessaria, il talento deve essere allenato».
L’atmosfera è quella delle grandi occasioni: arrivando al Palazzetto, si accalcano decine di pullman, migliaia di persone in coda si accomodano sugli spalti. L’energia è palpabile e si sfoga quando Clooney sale sul palco: sono le 10,45, qualche minuto prima del previsto. L’attore ha voglia di parlare con i giovani, a cui si rivolge per qualche attimo in italiano: «Buongiorno, come state? Non parlo italiano molto bene, mi spiace. Ma lo capisco, fate attenzione!».
La prima sorpresa è scoprire che non si tratta della prima volta per lui a Cuneo. «Sono venuto spesso a farmi un giro da queste parti in moto. Ora mia moglie me l’ha sequestrata, sono diventato vecchio e da quando abbiamo figli non vuole che rischi troppo. Ma ricordo bene questa zona e mi piace moltissimo». Chissà che non possa essere un luogo in cui comprarsi una casa, in futuro, dopo quella sul lago di Como.

Tante le domande che arrivano da giovani di tutta la provincia, a cui lui risponde cercando il contatto visivo, personale. Si parla di opportunità, di futuro, di politica.
«Da giovane volevo diventare un giocatore di baseball, purtroppo non avevo talento. Ho fatto tanti lavori, tagliavo il tabacco per tre dollari all’ora, poi ho recitato in una commedia locale e ho deciso di provare a fare l’attore, sono stato fortunato».
L’occasione dell’incontro nasce dal lavoro della Clooney Foundation for Justice, che ha creato nel 2016 insieme alla moglie Amal e che si batte per difendere giornalisti, donne e bambini in tutto il mondo, ma anche per cercare un uso costruttivo dell’intelligenza artificiale.
«Da quando ero giovanissimo, mi hanno insegnato a fare attenzione a quello che accade nel resto del mondo, a difendere chi ha meno potere di me. Credo nella libertà di parola, nessuno va silenziato solo perché non siamo d’accordo: posso anche capire chi vota Trump, ma lui parla di far finire una civiltà, siamo oltre la decenza, questo è un crimine di guerra».
Ultima raccomandazione per i più giovani in sala: «Siete la mia speranza, ricordatevi che non si è mai troppo piccoli per fare qualcosa. Tanti anni fa, avevo pochi dollari in tasca ma scelsi di darne una ventina a una persona disperata cui si era rotta l’auto, era un giovane sceneggiatore che rischiava di perdere la sua unica chance. Tempo dopo, stavo lasciando la speranza di fare l’attore ma andai a un ultimo provino: venni preso subito, la persona che avevo di fronte era quella che tanto tempo prima avevo aiutato, ha voluto ricambiare il favore. Mi commuovo ancora se ci penso: non avrei avuto nulla di ciò che ho avuto, la fama, il successo, mia moglie. Tutto grazie a un piccolissimo gesto che chiunque potrebbe fare».
Clooney saluta Cuneo tra urla entusiaste: le sue parole lasceranno un ricordo, la sua ispirazione ha colpito i giovani presenti.
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