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La mostra

Milo Manara, il Caravaggio del fumetto alla Certosa di Collegno

Torino Comics presenta dal 17 aprile al 28 giugno l’ampia esposizione dedicata al più grande disegnatore italiano

Milo Manra

Molly nel letto

Lui che può con la sua matita rivisitare Caravaggio o partecipare a un nuovo e ambizioso progetto sulla serie “Sin City” di Frank Miller. Lui è Milo Manara, classe 1945, il fumettista italiano più famoso al mondo che dopo una carriera di oltre cinquant’anni in cui ha rivoluzionato la storia del disegno con le sue creature al limite dell’erotismo, Miele, Claudia, Jolanda de Almaviva, e le sue storie da film, può oggi permettersi di “interpretare” Caravaggio, solo per fare un esempio, e di essere considerato un mito vivente del fumetto in generale.

È lui il fiore all’occhiello della prossima edizione di Torino Comics (la prima che si terrà presso la Certosa Reale di Collegno il 30, 31 maggio e 1° giugno dopo lo sfratto dal Lingotto), con un’ampia mostra che si inaugurerà il 17 aprile (fino al 28 giugno), presso la Sala delle Arti, dal titolo “Manara e l’arte del racconto: letteratura, cinema e storia”. Il vernissage sarà presentato da Fabrizio Accatino, Manara visiterà la mostra successivamente, durante Torino Comics.

Attraverso una selezione di oltre 50 tra tavole originali, riproduzioni, storyboard, documenti e materiali rari, la mostra restituisce al pubblico la complessità del lavoro di Manara, evidenziandone la precisione del tratto, la costruzione compositiva e la profondità della ricerca iconografica e narrativa. Le opere esposte, in formati che variano dai 50x70 ai 70x100 cm, permettono di cogliere da vicino la cura del dettaglio e la forza espressiva che hanno reso Manara uno degli autori più riconoscibili del fumetto contemporaneo.

Il percorso espositivo si articola lungo alcune direttrici fondamentali del suo lavoro: il rapporto con letteratura e cinema, la rilettura della storia e l’interpretazione della cultura contemporanea. In questo dialogo continuo tra linguaggi, opere come “Viaggio a Tulum” e “Il viaggio di G. Mastorna” testimoniano il sodalizio artistico con Federico Fellini, mentre i cicli dedicati a Caravaggio e I Borgia mostrano la capacità di tradurre eventi e figure storiche in narrazione visiva, con un equilibrio tra rigore e interpretazione. Accanto a questi lavori, trovano spazio ritratti e illustrazioni dedicate a protagonisti della musica, del cinema e della cultura, che restituiscono il ruolo di Manara come interprete e osservatore del panorama culturale internazionale.



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