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Rane in tavola: il gusto dimenticato che torna protagonista in Piemonte

Tra tradizione contadina, sapori autentici e memoria locale, la Sagra di San Ponso riporta alla luce un piatto antico sempre più raro

Rane in tavola: il gusto dimenticato che torna protagonista in Piemonte

In Piemonte, e in particolare nelle aree rurali del Canavese, il consumo delle rane affonda le radici in una tradizione contadina antica, legata a un territorio un tempo ricco di zone umide, risaie e paludi. Qui le rane rappresentavano una risorsa alimentare facilmente reperibile, trasformata nel tempo in un ingrediente tipico della cucina povera locale. Con il passare dei decenni e i cambiamenti ambientali, questa usanza si è progressivamente ridotta, ma resta un simbolo importante della memoria gastronomica piemontese.

Una festa che celebra il territorio

Dal 24 aprile al 2 maggio 2026, il piccolo borgo di San Ponso ospiterà la tradizionale Sagra delle Rane, un evento che per oltre una settimana porterà in tavola sapori autentici e momenti di convivialità. Il paese diventa così un punto di incontro per chi desidera immergersi in un’esperienza fatta di piatti tipici, cultura locale e tradizioni popolari.

Protagoniste assolute sono le rane, cucinate secondo ricette semplici ma ricche di storia: dalla frittura croccante alle preparazioni più classiche, ogni piatto racconta un legame profondo con il passato. L’evento punta anche sulla qualità delle materie prime e sull’atmosfera conviviale che da sempre caratterizza le sagre piemontesi.

Dalle origini contadine a simbolo identitario

La storia di questa manifestazione è strettamente legata all’evoluzione del territorio. In passato, l’alto Canavese era caratterizzato da ambienti acquitrinosi ideali per la diffusione delle rane, che divennero presto parte integrante dell’alimentazione quotidiana. Anche dopo la bonifica delle aree umide, questa presenza è rimasta così significativa da influenzare persino l’identità locale: gli abitanti della zona sono ancora oggi soprannominati “Ranër”.

La sagra, giunta alla sua 24ª edizione, nasce proprio con l’obiettivo di preservare questa eredità, trasformando un alimento un tempo considerato povero in un vero e proprio simbolo gastronomico del territorio.

Un patrimonio a rischio

Oggi la cucina a base di rane è sempre più rara. I mutamenti ambientali e le nuove abitudini alimentari hanno contribuito a ridurre drasticamente la diffusione di questo ingrediente. Per questo eventi come la Sagra delle Rane assumono un valore che va oltre il semplice aspetto culinario: rappresentano un’occasione per salvaguardare una tradizione in via di scomparsa.

Riscoprire questi sapori significa anche riscoprire un pezzo di storia locale, mantenendo viva una cultura fatta di semplicità, ingegno e profondo legame con il territorio.

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