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Tecnologia e Intelligenza Artificiale
09 Novembre 2023 - 17:22
Una lapide con due nate: 2009-2023. Finisce così la cavalcata di Omegle, la piattaforma per la messaggeria istantanea finita da tempo nell'occhio del ciclone: "Non voglio avere un infarto a trent'anni" ha detto, nel messaggio d'addio, il suo fondatore Leif K Brooks.

Leif aveva creato la piattaforma appena 18enne nel 2009: un sistema per mettere in contatto casualmente gli utenti e che consentiva chat e chiamate anonime, arricchito poi di funzione video. Omegle includeva una modalità chiamata "Spy Mode" (ossia modalità spia), che collegava tre estranei. Uno di loro formulava una domanda agli altri due, perché questi rispondano o ne discutano, senza avere comunque la possibilità di intervenire. Omegle inoltre permetteva ai visitatori di usare Facebook Connect al fine di incontrare estranei con gli stessi interessi. La funzione era basata sui "mi piace" che l'utente ha impostato sul suo account Facebook.
Un sistema che, era chiarito, era consentito solo ai maggiorenni, ma nel giro di pochissimo tempo si era diffuso anche tra i minorenni. Ma l'anonimato garantito, il meccanismo spia della piattaforma si sono rivelate in pochissimo tempo una occasione troppo ghiotta per malintenzionati e predatori sessuali.
Esemplare il caso di una quindicenne americana che, come reso noto dalla BBC, era stata abbinata a un pedofilo. Dieci anni dopo, la giovane ha fatto causa, ma il legal teaml di Omegle ha sostenuto in tribunale che il sito web non era responsabile di quanto accaduto. L'emittente inglese ha scoperto che Omegle è stato menzionato in più di 50 casi contro i pedofili in paesi tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Australia.
"Non può esserci un resoconto onesto di Omegle senza riconoscere che alcune persone ne hanno abusato, commettendo anche crimini indicibilmente atroci" ha ammesso, francamente, sulla homepage che annuncia la disattivazione della piattaforma, il fondatore.
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