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25 novembre 1808

“Gli anelli magici” a teatro
Ecco il debutto di Gianduja

Per gli storici è la prima rappresentazione della maschera torinese

“Gli anelli magici” a teatroEcco il debutto di Gianduja

Gianduja

n Si dice che il 25 novembre 1808 sia avvenuta la prima rappresentazione di Gianduja. Si dice, perché in realtà non ci sono prove che la commedia dal titolo “Gli anelli magici, ovverossia Le 99 disgrazie di Gianduja” sia davvero andata in scena quel giorno. E comunque Gianduja già era protagonista delle scene da almeno il 1802-3, e specialmente in Liguria, perché proprio a Genova dobbiamo supporre che i due burattinai Giovanni Battista Sales e Gioachino Bellone abbiano per la prima volta rappresentato un’opera con Gianduja quale protagonista. Nel giro di pochissimi anni il burattino divenne celebre in tutto il Piemonte, in Liguria e in Lombardia.


Merito della compagnia messa in piedi dai due burattinai torinesi, che in piena epoca napoleonica riuscirono a mettere in piedi tournée con decine e decine di spettacoli diversi. Difficilmente Sales e Bellone immaginarono che il loro burattino potesse diventare così famoso da essere eletto a simbolo della città di Torino e del Piemonte; per loro, Gianduja era semplicemente l’erede di Gerolamo, una maschera antica della tradizione padana. E infatti i testimoni di allora riferirono che il vecchio e primigenio nome di Gianduja era semplicemente Giròni, cioè Gerolamo.

Il nome sarebbe poi stato cambiato per motivi di opportunità, ma quali siano stati davvero è di nuovo difficile da comprendere. Uno spunto può essere dato dal fatto che lo stesso Sales fosse soprannominato Gianduja, o almeno così si presentava sui giornali di allora che riportavano - con frugalità estrema - le date degli spettacoli dei due artisti. Da quando Gianduja ebbe l’onore di essere rappresentato attivamente nella capitale piemontese, la bravura dei due burattinai - e specialmente di Sales, talentuoso artista dall’ingegno poliedrico - decretò un successo straordinario, evidenziato anche dai viaggiatori stranieri di passaggio a Torino come il francese Aubin-Louis Millin, che fu tra gli spettatori dei primi spettacoli giandujeschi in un teatrino oggi scomparso in via Garibaldi.

Alla morte degli inventori, molte famiglie di burattinai e di marionettisti vollero Gianduja tra i loro personaggi. E, in pochi anni, il personaggio creato da Sales e Bellone fu sfruttato dalla propaganda politica progressista per farne un portavoce del Risorgimento italiano: Gianduja divenne il simbolo del Piemonte, del buon Piemonte guerriero che va alla guerra senza fiatare, per soddisfare le pretese del re ma soprattutto le mire geopolitiche del lardelloso conte di Cavour. Poi, certo, ci furono anche gli spettacoli dei fratelli Lupi e le rappresentazioni messe in atto da tanti artisti celebri e no, e in anni recenti anche da Famija Turinèisa e Associassion Piemontèisa. Ma queste sono altre storie.

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