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La svolta

L'intelligenza artificiale come co-pilota del radiologo: i software che rivoluzionano la diagnosi

Quattro software che accelerano le diagnosi, riducono gli errori e snelliscono i percorsi clinici

L'intelligenza artificiale come co-pilota del radiologo: i software che rivoluzionano la diagnosi

Il progresso tecnologico sta ridisegnando i confini della medicina moderna: nel cuore delle Marche, l’Azienda ospedaliero universitaria (Aoum) e l’Università Politecnica delle Marche (Univpm) hanno avviato una collaborazione d'avanguardia per integrare l'intelligenza artificiale nel processo diagnostico. Sotto la guida del professor Andrea Giovagnoni — direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche e del Centro Interdipartimentale di AI & Digital Health — sono stati adottati quattro software avanzati che promettono di trasformare la radiologia in uno strumento ancora più preciso e tempestivo, sia per l'ospedale di Ancona che per il presidio pediatrico Salesi.

L'implementazione non è generica, ma si articola in soluzioni verticali progettate per rispondere a criticità cliniche specifiche. I quattro sistemi scelti rappresentano l'eccellenza nell'automazione radiologica: BoneView, alleato fondamentale nella traumatologia, specializzato nel rilevare lesioni scheletriche e fratture che potrebbero sfuggire all'occhio umano in condizioni di emergenza, BoneMetrics progettato per automatizzare le misurazioni nel distretto muscolo-scheletrico, garantendo oggettività e ripetibilità dei dati, BoneAge strumento dedicato alla pediatria che calcola l'età ossea analizzando le radiografie della mano, fondamentale per monitorare lo sviluppo dei piccoli pazienti, ChestView software critico per l'analisi del torace, in grado di identificare autonomamente diverse patologie polmonari dalle radiografie standard.

Il Rettore dell'Univpm, il professor Enrico Quagliarini, ha sottolineato come questa iniziativa rappresenti un "modello virtuoso". Non si tratta solo di installare nuovi macchinari, ma di fondere la ricerca scientifica con l'assistenza pratica. Questo approccio non solo innalza lo standard delle cure per i cittadini, ma trasforma l'ospedale in un centro di formazione d'eccellenza, dove studenti e medici specializzandi possono imparare a padroneggiare le tecnologie che definiranno il futuro della medicina.

Il valore aggiunto di questa tecnologia emerge soprattutto nelle situazioni di crisi. Secondo il professor Giovagnoni, l'IA agirà come un co-pilota per il radiologo, riducendo la fatica cognitiva durante i turni massacranti, offrendo un secondo parere algoritmico che minimizza il rischio di errore umano.

Le ricadute positive non sono limitate alla sala raggi, ma influenzano l'intera organizzazione sanitaria. Il Direttore Generale Marco Gozzini ha evidenziato come una maggiore precisione nella valutazione degli esami negativi permetta di evitare esami di secondo livello (come TAC o Risonanze) inutili. Il risultato è un circolo virtuoso: riduzione delle liste d'attesa, flussi di lavoro più snelli e, soprattutto, una spinta decisa verso la medicina personalizzata, dove ogni decisione clinica è supportata da dati certi e accurati.

L'intelligenza artificiale non sostituisce dunque il medico, ma si configura come un partner strategico essenziale per garantire che il percorso di cura sia cucito su misura per le esigenze del singolo paziente.

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