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L'INNOVAZIONE
19 Gennaio 2026 - 12:30
Dimenticare il nome di un oggetto comune, non sapere cosa fare con una caffettiera tra le mani, perdersi nei passaggi di un’azione semplice. Per chi convive con una forma di demenza, anche i gesti più banali possono trasformarsi in ostacoli quotidiani. Una possibile risposta arriva dalla tecnologia: occhiali intelligenti pensati per aiutare le persone con Alzheimer a mantenere più a lungo autonomia e sicurezza.
Il progetto si chiama CrossSense ed è stato sviluppato dalla cooperativa londinese Animorph. Al momento è in fase di sperimentazione nel Regno Unito e funziona in lingua inglese.
Gli occhiali CrossSense sono dotati di telecamere, display integrati nelle lenti, riconoscimento vocale e di un assistente di intelligenza artificiale chiamato Wispy. Il loro compito è semplice ma cruciale: dare ordine alle azioni, guidando l’utente passo dopo passo.
Guardando un oggetto, sul display compare il suo nome: “mela”, “mattarello”, “tostapane”. L’assistente suggerisce cosa fare e segnala eventuali rischi, come il calore di un elettrodomestico o un fornello acceso. Può ricordare dove sono state lasciate le chiavi, aiutare ad accendere il riscaldamento o indicare quando assumere i farmaci.
Il desiderio più diffuso tra chi riceve una diagnosi di demenza è restare indipendente il più a lungo possibile. Nel mondo, oltre 55 milioni di persone convivono con una forma di demenza e l’Alzheimer ne rappresenta la causa principale. In Italia si stimano circa 600 mila pazienti su oltre un milione di casi complessivi. Numeri destinati a crescere, con un impatto enorme su famiglie e sistemi sanitari.
CrossSense nasce proprio per alleggerire il carico su caregiver e familiari, offrendo un supporto continuo ma non invasivo.
Il Times ha testato gli occhiali con una donna affetta da demenza vascolare. Il dispositivo l’ha guidata nella preparazione del tè, suggerendo ogni passaggio: attendere che l’acqua bolla, versarla, controllare il latte. Il tutto in sicurezza, con indicazioni vocali rassicuranti e in tempo reale.
Gli occhiali possono anche avvisare se il gas è rimasto acceso o aiutare a orientarsi durante una passeggiata, comunicando tramite piccoli altoparlanti integrati nelle aste.
Uno dei punti di forza del sistema è la capacità di suddividere le attività in piccoli step, evitando che l’utente si perda nella sequenza delle azioni. L’intelligenza artificiale analizza tono della voce, parole e movimenti, cercando di comprendere anche lo stato emotivo della persona, come spiega Szczepan Orlins, direttore di Animorph.
Le sfide restano aperte: gli occhiali pesano circa 75 grammi, più di una montatura tradizionale, e l’autonomia diretta è di circa un’ora, estendibile con un power bank integrato. Il software dovrebbe essere commercializzato entro fine anno con un abbonamento di circa 50 sterline al mese, a cui si aggiunge il costo degli occhiali, intorno alle 700 sterline. Il sistema funziona offline, in una rete sicura e crittografata, senza inviare dati al cloud.
Il progetto è tra i cinque finalisti del Longitude Prize on Dementia, iniziativa che sostiene soluzioni tecnologiche per aiutare le persone con demenza a mantenere autonomia e dignità. A marzo verrà assegnato il premio finale da un milione di sterline.
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