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Salute
21 Gennaio 2026 - 14:00
Giocare ai videogiochi può essere un passatempo innocuo, ma quando diventa eccessivo rischia di incidere negativamente sulla salute dei giovani. Secondo una recente ricerca scientifica, superare le dieci ore di gioco a settimana è associato a stili di vita poco sani, con effetti evidenti su alimentazione, riposo e attività fisica.
Lo studio, condotto dalla Curtin University di Perth e pubblicato sulla rivista Nutrition, ha analizzato il comportamento di oltre 300 studenti universitari australiani, mettendo in relazione l’uso dei videogame con diversi indicatori di benessere.
I risultati mostrano che i ragazzi che dedicano molto tempo al gaming intensivo tendono a muoversi meno, a dormire peggio e a seguire una dieta di qualità inferiore. In questo gruppo è stato rilevato anche un indice di massa corporea più elevato, segnale di una maggiore predisposizione al sovrappeso.
Secondo gli autori, il problema non è il videogioco in sé, ma il tempo sottratto ad attività fondamentali per la salute. Esercizio fisico, preparazione dei pasti e sonno regolare finiscono spesso in secondo piano quando il gioco diventa prolungato e coinvolgente. Inoltre, l’elevato assorbimento cognitivo tipico dei videogiochi più immersivi può alterare la percezione dei segnali corporei, come fame, sazietà e stanchezza, favorendo comportamenti alimentari scorretti.
Un altro dato significativo riguarda l’età di inizio: molti dei partecipanti che oggi praticano gaming intensivo avevano sviluppato questa abitudine già durante infanzia e adolescenza. Questo suggerisce che i modelli di gioco tendono a consolidarsi nel tempo, accompagnando i ragazzi anche negli anni universitari.
I ricercatori sottolineano quindi l’importanza di interventi precoci, finalizzati a promuovere un uso equilibrato dei videogiochi fin dalla giovane età. L’obiettivo non è demonizzare il gaming, ma favorire consapevolezza, moderazione e uno stile di vita che integri movimento, riposo adeguato e alimentazione sana.
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