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Il caso
24 Gennaio 2026 - 11:50
Il panorama musicale digitale italiano è stato scosso nelle ultime ore dalla rimozione, da parte di Spotify, del brano con chiari riferimenti a Benito Mussolini intitolato "Everybody viva el duche". La canzone nelle scorse settimane era riuscita a scalare le classifiche fino a raggiungere la vetta della Viral 50 Italia. Prodotto interamente tramite intelligenza artificiale, il brano sembra avere una paternità frammentata: la "proprietà" è legata ai profili social (YouTube e TikTok) di Quadrato Vincolato, mentre sui portali di testi come Genius appaiono crediti a nomi goliardici e giochi di parole legati alla masturbazione. A questi si affianca la figura reale de "Il Gravel", youtuber e stand-up comedian, autore del video originale che ha portato il brano persino nel programma DiMartedì su La7 e le pagine di Libero.
Dopo la pubblicazione di contenuti dedicati da parte dello stesso "Il Gravel", la vera spinta verso il grande pubblico è arrivata l'8 gennaio, quando la canzone è stata trasmessa e resa virale da La Zanzara, il programma di Radio 24 condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Musicalmente, "Everybody viva el duche" è un pezzo reggaeton con una melodia che ricorda "Mediterranea" di Irama. Il testo alterna strofe in inglese al claim in italiano "Tutti insieme viva el duche". Il brano ha raccolto oltre 364mila visualizzazioni su YouTube prima che le segnalazioni degli utenti portassero alla sua rimozione da Spotify.
La caduta del brano ha lasciato spazio ad altri fenomeni della cosiddetta "musica meme" o surreale, che ormai domina le classifiche algoritmiche. Al primo posto troviamo ora "Fofana" di LucaTony & GabriKid, seguito dall'onnipresente TonyPitony e dai Cantoscena con "Yodel al Caz"*.
La genesi di un brano del genere riapre il dibattito sul confine tra satira ed apologia di fascismo. "Everybody viva el duche" ha infatti riportato alla luce numerose playlist intrise di riferimenti dietro l'ironia.
Lo youtuber "Il Gravel" ha specificato nella didascalia del video che rappresenta un "esperimento assurdo" finalizzato a far ridere e riflettere, una parodia volta a evidenziare l'assurdità di certi miti e non una celebrazione. In un passaggio precedente aveva persino suggerito una lettura alternativa: "Il Duce è la guida, il capo. Potremmo tradurre la frase principale in 'Tutti insieme viva il capo'. Se la si canta in azienda si omaggia il capo dell'azienda'". Il video, nel frattempo, mostrava immagini AI di Mussolini mentre scia, un'estetica che lo inserisce di diritto nella categoria "brainrot", definizione che caratterizza i contenuti ipnotici e svuotati di senso, sulla scia di artisti come Bello Figo, Immanuel Casto o Nello Taver.
Il caso pone l'accento sulla difficoltà delle piattaforme nel distinguere la produzione umana da quella sintetica. Secondo uno studio Ipsos, il 97% delle persone non è in grado di distinguere la musica d'autore da quella creata con l'IA.
Mentre piattaforme come Deezer hanno iniziato a filtrare ed escludere i brani puramente sintetici dalle raccomandazioni (stimando che il 28% della musica caricata nel 2025 sia generata da IA), Spotify sembra ancora vulnerabile. Essendo la Viral 50 una raccolta governata esclusivamente da algoritmi e non da editori umani, brani come "Everybody viva el duche" possono scalare le vette sfruttando i loop della viralità social, prima che l'intervento umano, tramite segnalazioni, ponga fine alla loro corsa.
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