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L'anniversario

40 anni in rosa: perché il cult di John Hughes continua a farci battere il cuore

Dal vestito fatto in casa di Molly Ringwald al ballo leggendario di Duckie: segreti e rimpianti del film che ha reso eterno il rosa negli anni '80

40 anni in rosa: perché il cult di John Hughes continua a farci battere il cuore

Il 2026 segna un anniversario nostalgico: i 40 anni di "Bella in rosa" (Pretty in Pink), il cult movie uscito nel 1986 che ha definito un’intera epoca. Non è solo un film per adolescenti ma anche un testamento estetico e sociale degli anni '80, firmato dal re dei teen drama, John Hughes.

Ecco un viaggio nel tempo per celebrare questo compleanno speciale, tra curiosità, stile e un finale che ancora oggi fa discutere.

La protagonista, Molly Ringwald e il suo vestito rosa per il ballo di fine anno, creato assemblando vecchi abiti, diventato uno dei costumi più iconici della storia del cinema. Rappresentava l'orgoglio di chi non ha i soldi dei "ricchi" (i Preppies), ma possiede una creatività che il denaro non può comprare.

Il vero cuore del film è Duckie (interpretato da un giovanissimo Jon Cryer). Il suo ballo scatenato sulle note di Try a Little Tenderness nel negozio di dischi è storia pura. Duckie rappresentava l'outsider assoluto: eccentrico, fedele, perdutamente innamorato della sua migliore amica. Per 40 anni, i fan hanno continuato a chiedersi: "Ma perché Andie ha scelto il ricco e moscio Blane invece di lui?".

Pochi sanno che, nella sceneggiatura originale, Andie e Duckie finivano insieme. Tuttavia, durante i test con il pubblico, gli spettatori rimasero delusi: volevano il classico finale romantico in cui la ragazza conquista il principe azzurro. Hughes dovette quindi riscrivere e girare nuovamente il finale in fretta e furia. Molly Ringwald ha confessato anni dopo che Jon Cryer ci rimase malissimo, e con lui milioni di spettatori che ancora oggi tifano per il "miglior amico".

Bella in rosa non sarebbe lo stesso senza la sua musica. La canzone dei The Psychedelic Furs che dà il titolo al film fu ri-registrata appositamente per la pellicola. Insieme ai brani di The Smiths, New Order e OMD, la colonna sonora è un manifesto del New Wave che ha influenzato la musica indie per i decenni a venire.

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