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in cucina si celebra l’amore

Da Moreno, il mese di S. Valentino
Il Re dei ristoratori non molla mai

Una storia di passione e di grandi successi, quella di Moreno Grossi che nasce con la Smarrita e continua con 6 ristoranti di successo. Ora la nuova sfida in corso Raffaello 5

Da Moreno, il mese di S. ValentinoIl Re dei ristoratori non molla mai

Il Re è in cucina. E ci riserva una sorpresa per San Valentino. Non una sola giornata per celebrare l’amore tra rose rosse e bicchieri di champagne, ma un mese intero di cene per chi celebra una relazione che dura da una vita o per chi festeggia una relazione fugace. Già perchè le innovazioni e soprattutto la fantasia tra i fornelli sono il tratto distintivo di Moreno Grossi, geniale maestro dei ristoratori torinesi, che a 84 anni scende in campo con la sua ultima creatura. da Moreno in corso Raffaello 5, tra tavole imbandite “come una volta” nel candore del cotone e del lino, luci soffuse e piatti che esaltano i gusti delle verdure, del pesce e delle carni. Il vino? In tavola solo le migliori etichette. E in sala ci sarà lui, ma anche in cucina, secondo una tradizione che Torino ha scoperto tanti anni fa tra il boom economico di antica memoria, i quarantenni d’assalto e la dolce vita in stile sabaudo.

Con lui in questa nuova avventura ci sarà Raffaele, un professionista amico da sempre.
Se dovessimo scrivere la storia di questo uomo straordinario,nciò che abbiamo appena scritto potrebbe essere il prologo. Il tocco di un maestro che, non più nel fiore degli anni, ha il coraggio di intraprendere una nuova sfida. Un cammeo su una carriera incredibile che ha saputo arricchire la nostra città con sei ristoranti prestigiosi, figli di una filosofia non solo gastronomica, che affonda le radici nell’anno Mille quando i Cavalieri del Tau (Ordine monastico-militare di San Giacomo d'Altopascio, in Toscana) erano dediti all'accoglienza dei pellegrini lungo la Via Francigena. Un percorso che si snoda dalla Smarrita di corso Unione Sovietica 244 dove si sono incrociate le forchette dei torinesi che contavano davvero (e non solo) che vantava cinque salottini e altrettante tavole imbandite. Ad accoglierli e servirli, comparvero subito dei giovani apprenditi con tuniche di cotone strette in vita da una corda con cinque nodi, a ricordare gli impegni solenni verso gli ospiti. Tutto talmente nuovo, in allora, quasi da intimidire. Ma Moreno, il suo stile, e sua cucina ottennero un successo straordinario. E poi La “Magione del Tau” dove Gustavo De Negri, oggi patron del Cambio, era di casa in compagnia del compianto Giovannino Agnelli. E ancora il ristorante della Rocca, con l’esordio della figlia Rita, affiancata da futuri maestri come Alfredo Russo ora chef del Dolce Stil Nuovo dei Venaria, Davide Scabin e altri ancora. Tempi d’oro in cui Moreno non dormiva mai. E allora ecco sorgere Il Caval d’Brons con Franco Rossino, l’Arcadia con i fratelli Ferrari dove, racconta il Maestro, nacque per la prima volta in Italia “il piatto unico” a mezzogiorno e il Sushi bar. Prodromi al capolavoro de “la Smarrita Studio di Cavour” in piazza Carlo Alberto, costato tre miliardi dei tempi in cui le banche imponevano tassi da vertigine.

Era il 1990 e Moreno vinse la sfida professionale su 53 visionari nel mondo, sulle ali di un grande gruppo internazionale e fu, come ci dice, “adottato” dai Giapponesi. Sul piatto una girandola di miliardi di vecchie lire, scompigliata dalla Guerra del Golfo e dalle successive inquietudini. Moreno fu travolto. Ma non perse la fantasia e tantomeno il coraggio che gli ha permesso di superare anche una brutta malattia.
E così eccolo qua, il Maestro tornato alla tunica e ai fornelli per un San Valentino da non perdere. E da festeggiare con lui. Ma non solo: Moreno vi aspetta anche a mezzogiorno con i suoi menu leggeri, magari per stare in tema, con “la barba dei Frati” e “l’Ovetto Pusher”. Provare per credere.
Da Moreno
Corso Raffaello 5, Torino
Tel. 331 477 01 38

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