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Il patrimonio unesco
13 Marzo 2026 - 22:15
Palazzo del Golestan
Con 29 siti riconosciuti dall’Unesco, l’Iran occupa un posto di rilievo nella geografia mondiale del patrimonio culturale. Un territorio che custodisce oltre 2.500 anni di storia, dove città antiche, complessi religiosi, paesaggi naturali e opere ingegneristiche raccontano l’evoluzione di alcune delle civiltà più importanti del mondo. Un immenso museo a cielo aperto, oggi, però, esposto ai rischi legati all’escalation del conflitto con Stati Uniti e Israele.
Tra i luoghi simbolo del Paese, lo storico Palazzo del Golestan di Teheran è già stato colpito indirettamente dalle recenti operazioni militari sulla capitale iraniana. Secondo quanto riportato dai media locali, le onde d’urto delle esplosioni avrebbero provocato danni a finestre, porte e decorazioni a specchio dell’antica residenza reale. Per evitare ulteriori rischi, i reperti storici custoditi nel palazzo sarebbero stati trasferiti in un luogo sicuro.
Il Palazzo del Golestan, oggi trasformato in museo, rappresenta il monumento più antico di Teheran. Le sue origini risalgono al XVI secolo, quando venne costruito come fortezza durante il dominio dell’Impero safavide, una delle dinastie più influenti della storia persiana dopo la conquista islamica del VII secolo.
Nel corso dei secoli il complesso ha cambiato funzione e volto. Con l’ascesa della dinastia Qajar divenne la sede del potere politico, mantenendo questo ruolo fino al 1925, anno in cui Reza Khan depose l’ultimo scià e inaugurò la dinastia Pahlavi. Nel XIX secolo il palazzo venne profondamente rinnovato dall’architetto Haji Abol-hasan Mimar Navai, che arricchì il complesso con elementi architettonici raffinati e innovativi.
Il complesso è formato da otto edifici principali disposti intorno a un giardino alberato. Le sale interne e le facciate sono celebri per le decorazioni elaborate, in cui convivono il design tradizionale persiano e suggestioni provenienti dall’architettura europea. Proprio qui si svolse l’incoronazione dell’ultimo scià di Persia, Mohammad Reza Pahlavi, insieme alla moglie Farah, mentre il loro figlio ed erede Reza Cyrus Pahlavi vive oggi negli Stati Uniti.
Nel 2013 il Palazzo del Golestan è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, riconoscimento che ne sancisce l’importanza storica e culturale non solo per l’Iran ma per l’intera comunità internazionale.
Proprio per questo tipo di siti esistono precise tutele previste dal diritto internazionale. La Convenzione dell’Aja del 1954, dedicata alla protezione dei beni culturali nei conflitti armati, e la Convenzione Unesco del 1972 sul patrimonio culturale e naturale mondiale stabiliscono, infatti, norme specifiche per salvaguardare monumenti e paesaggi di valore universale.
Secondo la Corte Penale Internazionale, il danneggiamento intenzionale di un sito riconosciuto dall’Unesco può configurarsi come crimine di guerra, con possibili conseguenze legali a livello globale. È per questo che l’Unesco segue con crescente preoccupazione l’evoluzione della situazione, temendo per la sicurezza degli altri siti storici iraniani.
Il patrimonio dell’Iran è estremamente vario e diffuso su tutto il territorio. Tra i luoghi più celebri figurano i monasteri armeni del nord-ovest, testimonianza della storica presenza cristiana nella regione, e Yazd, considerata la più grande città in mattoni di fango del mondo, famosa per le sue torri del vento e per l’antico sistema urbanistico adattato al clima desertico.
Tra i capolavori dell’architettura islamica spiccano la piazza Naqsh-e Jahan e la Moschea del Venerdì di Isfahan, mentre le rovine di Persepoli e Pasargadae evocano la grandezza dell’Impero achemenide. Altre testimonianze fondamentali della storia persiana sono l’antica città di Susa, con radici che risalgono a civiltà ancora più antiche, e la cittadella di Bam, esempio straordinario di architettura in terra cruda.
Il patrimonio iraniano comprende anche straordinarie opere di ingegneria idraulica. I qanat, sofisticati sistemi sotterranei per la distribuzione dell’acqua, e il complesso idraulico di Shushtar dimostrano l’ingegno con cui le civiltà persiane hanno saputo adattarsi a territori spesso aridi e difficili.
A completare questo mosaico culturale si aggiungono paesaggi naturali di enorme valore, come le foreste dell’Hyracan e il deserto del Lut, dove la dimensione naturale e quella storica si intrecciano in modo unico.
I 29 siti Unesco iraniani non rappresentano soltanto un patrimonio nazionale: costituiscono una eredità universale, fragile e preziosa. Oggi più che mai, tra tensioni geopolitiche, conflitti armati e cambiamenti climatici, la loro tutela riguarda l’intera comunità internazionale. Preservarli significa difendere una parte fondamentale della memoria culturale dell’umanità.
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