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Il fenomeno climatico

Il Pacifico torna a scaldarsi: possibile nuova svolta climatica globale entro il 2026

Le analisi della National Oceanic and Atmospheric Administration indicano oltre il 60% di probabilità di una nuova fase capace di alterare temperature, piogge e ondate di calore in molte regioni del pianeta tra 2026 e 2027

Il Pacifico torna a scaldarsi: possibile nuova svolta climatica globale entro il 2026

Il fenomeno climatico El Niño potrebbe tornare nel 2026. Secondo le ultime analisi del Climate Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), esiste circa il 62% di probabilità che si sviluppi tra giugno e agosto 2026 e che possa proseguire fino alla fine dell’anno.

Quando si verifica un episodio di El Niño, la circolazione atmosferica globale subisce importanti cambiamenti. Questo può favorire temperature più elevate, precipitazioni intense, siccità o ondate di calore, con effetti che variano da regione a regione.

Cos'è El Niño

El Niño rappresenta una fase del fenomeno climatico noto come El Niño–Southern Oscillation (ENSO), un ciclo naturale che riguarda le variazioni della temperatura delle acque superficiali del Pacifico equatoriale e della circolazione atmosferica sovrastante.

Durante questa fase le acque del Pacifico centrale e orientale diventano più calde della media, alterando gli scambi di calore tra oceano e atmosfera e modificando i venti tropicali. Questi cambiamenti possono influenzare il clima in molte parti del mondo.

Gli episodi di El Niño si verificano generalmente ogni due-sette anni e possono durare da alcuni mesi a oltre un anno, alternandosi alla fase opposta del ciclo ENSO, La Niña, caratterizzata dal raffreddamento delle acque del Pacifico equatoriale.

Le previsioni NOAA

Secondo il Climate Prediction Center, il sistema climatico del Pacifico si trova attualmente in fase di transizione. L’attuale La Niña potrebbe terminare a breve, lasciando spazio a condizioni ENSO-neutrali fino al trimestre maggio–luglio 2026, con una probabilità di circa 55%.

Successivamente aumentano le probabilità di sviluppo di El Niño, che potrebbe iniziare tra giugno e agosto 2026.

Gli scienziati ricordano, però, che le previsioni ENSO sono meno affidabili durante la primavera dell’emisfero nord, periodo noto come “spring predictability barrier”, quando i modelli climatici hanno maggiori difficoltà nel prevedere l’evoluzione del sistema.

Il climatologo Daniel Swain dell’University of California (Los Angeles) ha osservato che i segnali attuali potrebbero indicare lo sviluppo di un evento significativo, forse forte o molto forte, capace di influenzare il clima globale tra 2026 e 2027.

L'ultimo episodio che si è verificato  

L’ultimo episodio di El Niño si è verificato tra 2023 e 2024, quando le temperature superficiali del Pacifico equatoriale hanno raggiunto valori fino a 2 °C sopra la media.

In quel periodo il 2024 è diventato l’anno più caldo mai registrato, con una temperatura media globale di circa 1,28 °C sopra la media del XX secolo. Il 22 luglio 2024 è stato, inoltre, registrato un record giornaliero globale di 17,16 °C, superando i primati stabiliti nei giorni precedenti.

Possibili effetti su Europa e Italia

Gli anni caratterizzati da El Niño tendono spesso a essere tra i più caldi a livello globale, perché il calore accumulato negli oceani viene trasferito all’atmosfera.

Anche Europa e Mediterraneo possono risentire di queste variazioni. Alcuni studi indicano che, durante determinate fasi di El Niño, l’Europa meridionale può registrare cambiamenti nelle precipitazioni e nelle temperature.

Per quanto riguarda l’Italia, gli effetti possono tradursi in inverni più piovosi e, in alcune situazioni, estati più stabili e calde a causa della maggiore presenza dell’anticiclone africano sul Mediterraneo, con possibili ondate di calore e periodi di siccità.

La prossima discussione diagnostica ENSO del Climate Prediction Center della NOAA è prevista per il 9 aprile 2026, quando verranno aggiornate le previsioni sull’evoluzione del fenomeno.

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