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Lo studio

Farmaci per dimagrire sotto accusa: dopo lo stop si rischia di riprendere il 75% del peso perso

Mentre i ricercatori di Cambridge dimostrano come il dimagrimento svanisca dopo la terapia, la FDA chiede spiegazioni urgenti sulla mancata notifica di eventi avversi gravi

Farmaci per dimagrire sotto accusa: dopo lo stop si rischia di riprendere il 75% del peso perso

L'entusiasmo per i farmaci di nuova generazione contro l'obesità, come i celebri agonisti del recettore Glp-1, deve fare i conti con la realtà del lungo periodo. Secondo un recente dossier realizzato dagli esperti dell’Università di Cambridge e divulgato sulla rivista eClinicalMedicine, l'efficacia di trattamenti a base di semaglutide (tra cui Ozempic e Wegovy) tende a svanire una volta terminata la cura. I dati raccolti indicano che i pazienti, dopo aver sospeso la terapia, tendono a riprendere circa il 60% dei chili persi nell'arco di soli dodici mesi.

L’indagine ha preso in esame 48 diversi studi focalizzati sugli effetti di prodotti quali Ozempic, Rybelsus, Wegovy e tirzepatide. Oltre ai dati già consolidati, i ricercatori hanno elaborato modelli statistici per prevedere cosa accade oltre il primo anno: lo scenario ipotizzato indica un'alta probabilità di recuperare fino al 75% del peso eliminato inizialmente.

Parallelamente ai dubbi sull'efficacia duratura, si sono accesi i riflettori sulla sicurezza e sulla trasparenza delle aziende produttrici. La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha inviato una dura lettera di richiamo alla Novo Nordisk a seguito del decesso di tre pazienti che utilizzavano Ozempic o Wegovy. Tra queste morti, una è avvenuta per suicidio. Sebbene non sia ancora stata accertata una correlazione diretta tra l'assunzione del farmaco e i tragici eventi, l'autorità americana contesta alla multinazionale gravi inadempienze burocratiche e investigative.

La contestazione dell'FDA, formalizzata in una nota del 5 marzo, riguarda il fatto che Novo Nordisk non avrebbe notificato tempestivamente i decessi all'agenzia di controllo, né avrebbe avviato verifiche interne per escludere il legame con possibili effetti collaterali dei principi attivi. L'ente governativo ha ribadito che la tutela della salute pubblica dipende strettamente dal dovere delle aziende di segnalare ogni evento avverso riscontrato. Ora la Novo Nordisk ha quindici giorni di tempo per fornire chiarimenti ufficiali e presentare un piano d'azione volto a garantire che tali violazioni delle procedure di sicurezza non si ripetano in futuro.

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