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"Il crimine del Paradiso", il ritorno (strepitoso) di Guillaume Musso

Rapimento, menzogne e il prezzo della visibilità nella Costa Azzurra di un maestro del thriller

"Il crimine del Paradiso", il ritorno (strepitoso) di Guillaume Musso

C’è una notte, sulla collina di Cap d’Antibes, in cui il confine tra vittime e carnefici si dissolve.

Florence e Julian Livingstone, coppia americana ricchissima e impeccabile, aprono ogni estate le porte della loro Villa Starlight a un circolo selezionato di amici: rituali di eleganza, complicità e perfezione di facciata.

Finché quell’armonia si infrange all’improvviso: Oscar, tre anni, scompare nel buio, rapito in circostanze tanto enigmatiche quanto perturbanti.

L’ondata mediatica è immediata, l’opinione pubblica si infiamma, ogni gesto dei Livingstone viene sezionato e giudicato. L’inchiesta della polizia si ritrova presto impantanata in un dedalo di menzogne, e nel cuore della tragedia si fa strada Agatha Harding, giovane autrice ambiziosa che intravvede nella vicenda il trampolino per un bestseller.

Con "Il crimine del Paradiso" (La nave di Teseo, 22 euro, traduzione di Sergio Arecco), Guillaume Musso orchestra un thriller ambientato in una Costa Azzurra sensuale e ombrosa, dove il luccichio del privilegio non basta più a schermare ombre, segreti e un pericoloso gioco di fama, colpa e desiderio di redenzione.

La critica francese l’ha salutato come un congegno narrativo perfetto: per Livres Hebdo è un romanzo capace di fondere l’eleganza crepuscolare di Tenera è la notte con l’ingegnosità gialla di Assassinio sull’Orient Express. E per il New York Times, Musso resta “il maestro francese della suspense”.

Nato ad Antibes nel 1974, Musso ha iniziato a scrivere presto e non ha smesso nemmeno quando è diventato professore di Economia. Tradotto in 47 lingue e più volte portato sullo schermo, nel 2021 ha ricevuto il Raymond Chandler Award.

Il suo nuovo libro scava nel prezzo della visibilità e nella seduzione dell’inganno, ricordandoci che, a volte, la verità è solo l’ultima maschera da strappare.

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