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Burocrazia
23 Marzo 2026 - 11:15
Ottenere indietro le tasse pagate in eccesso è un diritto, ma non sempre un percorso semplice.
Nel 2026 le strade principali restano due: la dichiarazione dei redditi e, nei casi in cui questa non sia praticabile, la presentazione di un'istanza formale.
I tempi e le modalità variano in base alla situazione del contribuente e ai controlli che l'Agenzia delle Entrate è tenuta a effettuare prima di autorizzare qualsiasi pagamento.
Il canale più utilizzato è quello della dichiarazione. Chi presenta il modello Redditi Persone Fisiche, e si trova in una situazione di credito, può scegliere tra tre opzioni: richiedere il rimborso diretto, compensare la somma con altre imposte dovute, oppure riportarla alla dichiarazione dell'anno successivo. Se non viene espressa alcuna preferenza esplicita, il credito resta congelato e viene automaticamente recuperato nella dichiarazione seguente. Prima di liquidare qualsiasi importo, l'Agenzia delle Entrate esegue una serie di verifiche automatizzate per accertarsi della correttezza dei dati e dell'effettiva spettanza del credito. Comunicare tempestivamente il proprio IBAN è un passaggio apparentemente banale ma tutt'altro che secondario: permette di ricevere il rimborso direttamente sul conto ed evitare inutili rallentamenti.
Per lavoratori dipendenti e pensionati, il modello 730 rappresenta la soluzione più veloce. In questo caso non è l'Agenzia delle Entrate a erogare direttamente la somma ma il datore di lavoro o l'ente previdenziale, che provvede ad accreditarla in busta paga o nel cedolino della pensione, di norma a partire dai mesi estivi. Anche chi è privo di sostituto d'imposta può ricorrere al 730, con la differenza che in questo caso il pagamento viene effettuato direttamente dall'Agenzia. Va tenuto presente, però, che importi consistenti o incongruenze nei dati dichiarati possono innescare controlli preventivi, allungando di conseguenza i tempi di attesa.
Ci sono situazioni in cui né il 730 né il modello Redditi sono utilizzabili per recuperare quanto versato in eccesso. In questi casi diventa necessario presentare un'istanza di rimborso, ovvero una richiesta formale indirizzata all'ufficio competente. Questo strumento si rende obbligatorio, ad esempio, quando le imposte sono state versate per errore o in circostanze particolari che i modelli dichiarativi standard non sono in grado di gestire. La domanda deve essere redatta con cura, motivando con chiarezza le ragioni della richiesta e indicando con precisione l'importo da recuperare. È indispensabile allegare tutta la documentazione a supporto — ricevute, certificazioni, atti rilevanti — poiché la completezza del fascicolo incide direttamente sia sui tempi di lavorazione sia sull'esito finale. L'istanza può essere trasmessa via PEC, attraverso i servizi telematici dell'ente oppure consegnata allo sportello fisico.
Una volta che il rimborso viene riconosciuto, l'erogazione avviene di norma tramite bonifico bancario o postale, che rappresenta la modalità più rapida e sicura. In assenza di coordinate bancarie, si ricorre all'assegno. In ogni caso, prima di procedere al pagamento vengono effettuati controlli sull'identità del beneficiario: eventuali incongruenze possono bloccare l'erogazione.
Il diritto al rimborso non decade con la morte del contribuente ma si trasferisce agli eredi, i quali possono richiederlo sia tramite dichiarazione sia con un'istanza dedicata. Quando esiste già una dichiarazione di successione, la somma viene ripartita automaticamente secondo le quote ereditarie. In mancanza di documentazione completa, anche in questo caso l'Agenzia può richiedere ulteriori verifiche prima di sbloccare il pagamento.
Quanto ai tempi complessivi, non esiste una scadenza uniforme. I rimborsi tramite 730 sono generalmente i più celeri; quelli legati al modello Redditi o alle istanze possono richiedere molto più tempo, soprattutto se sottoposti a controlli approfonditi. La variabile che incide di più resta la qualità dei dati forniti: una dichiarazione accurata e un IBAN già registrato sono gli strumenti più efficaci per ridurre al minimo i tempi di attesa.
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