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Il caso
25 Marzo 2026 - 08:10
Sora non esiste più. Il generatore video di OpenAI, presentato al mondo con demo che avevano fatto girare la testa a mezzo settore tech, è stato ufficialmente chiuso. L'annuncio è arrivato direttamente dal team con un messaggio asciutto: stavano dicendo addio a Sora. Niente spiegazioni articolate, niente comunicato stampa, solo un congedo digitale.
La chiusura è stata annunciata martedì pomeriggio da OpenAI, che ha interrotto sia l'applicazione in stile TikTok sia l'accesso tramite API per gli sviluppatori. Il Wall Street Journal aveva anticipato la notizia poco prima, riferendo che Sam Altman aveva già informato internamente i dipendenti. A cascata, secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, è saltato anche l'accordo con Disney annunciato a dicembre, un contratto da un miliardo di dollari che avrebbe dovuto portare i personaggi del colosso dell'intrattenimento all'interno del generatore e aprire la strada a contenuti prodotti con l'AI su Disney Plus.
OpenAI non ha fornito alcuna spiegazione pubblica sulle ragioni della chiusura, ma i segnali di una crisi interna erano già emersi nei mesi precedenti. Altman aveva parlato di un vero e proprio "codice rosso" per il rischio di perdere posizioni rispetto a Google Gemini sul fronte di ChatGPT. Più di recente era trapelata la notizia che OpenAI stava lavorando a una super app desktop destinata a unificare ChatGPT, Codex e il browser AI Atlas. La CEO delle applicazioni Fidji Simo aveva inquadrato questa mossa come una necessità strategica per evitare dispersione di energie. Sora, evidentemente, rientrava tra le distrazioni da eliminare.
Ripercorrere la parabola di Sora significa raccontare uno dei casi più emblematici del divario tra hype e realtà nel mondo dell'intelligenza artificiale. Quando a febbraio 2024 OpenAI aveva mostrato le prime demo, la reazione era stata di stupore genuino: video fotorealistici generati a partire da semplici descrizioni testuali, con una qualità che sembrava distanziare nettamente qualsiasi altro strumento disponibile sul mercato. La lista d'attesa si era allungata per mesi, l'aspettativa aveva continuato a crescere.
Poi era arrivato il lancio effettivo, e con esso la disillusione. I tempi di generazione si erano rivelati lunghi, i risultati spesso discontinui e poco affidabili, i costi elevati, l'interfaccia tutt'altro che intuitiva. Nel frattempo il mercato della generazione video tramite AI si era popolato rapidamente di alternative agguerrite: ByteDance con Seedance, bloccato per questioni legali ma tecnicamente molto valido, e poi Kling, Runway, Pika, strumenti che avanzavano a ritmo serrato. Sora si era ritrovato in mezzo a una concorrenza crescente senza aver trovato una posizione chiara: troppo costoso per essere offerto gratuitamente, non abbastanza superiore da giustificare un prezzo premium, e mai davvero integrato in ChatGPT in modo da diventare parte dell'utilizzo quotidiano degli utenti.
L'accordo con Disney era stato presentato come la prova che Sora aveva ambizioni che andavano ben oltre il mercato dei creator o degli sviluppatori. Un miliardo di dollari, l'universo dei personaggi Disney a disposizione di un generatore AI, contenuti originali distribuiti su Disney Plus: sembrava la dimostrazione che l'intelligenza artificiale generativa stava per fare il suo ingresso definitivo nell'intrattenimento di massa.
Per OpenAI la chiusura di Sora rappresenta una perdita significativa, ma probabilmente una scelta necessaria: concentrare le risorse disponibili su ChatGPT, Codex e il browser, ovvero i prodotti che producono ricavi reali e alimentano la crescita, ha più senso che continuare a sostenere uno strumento che consumava risorse senza un modello economico convincente alle spalle.
Il team di Sora ha salutato il proprio pubblico con tono gentile, riconoscendo il valore di ciò che gli utenti avevano creato e ammettendo che la notizia avrebbe deluso molti.
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