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Ora legale, perché esiste ancora e a cosa serve davvero

Stanotte lancette avanti: tra risparmio energetico e dibattito europeo

Ora legale, perché esiste ancora e a cosa serve davvero

Con l’arrivo della primavera torna anche l’ora legale. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, alle 2:00, le lancette andranno spostate avanti di un’ora, passando direttamente alle 3:00.

Un cambiamento che comporta un’ora di sonno in meno, ma anche giornate più lunghe e una maggiore disponibilità di luce nelle ore serali.

Il passaggio avverrà in automatico su smartphone, tablet e computer, mentre sarà necessario intervenire manualmente sugli orologi analogici.

Ma perché esiste ancora l’ora legale? Il suo obiettivo principale è quello di ottimizzare l’uso della luce naturale durante i mesi più luminosi dell’anno. Spostando avanti le lancette, si riduce il ricorso all’illuminazione artificiale nelle ore serali, con un conseguente risparmio energetico.

In Italia e in molti Paesi europei, questo sistema continua a garantire ogni anno benefici concreti, sia dal punto di vista economico sia ambientale, contribuendo anche alla riduzione delle emissioni.

L’ora legale è stata introdotta in origine durante periodi di crisi energetica, proprio per limitare i consumi. Con il tempo si è trasformata in una consuetudine consolidata, legata anche a stili di vita che favoriscono attività all’aperto nelle ore serali.

Negli ultimi anni il tema è tornato al centro del dibattito europeo, con l’ipotesi di eliminare il passaggio tra ora solare e ora legale. Tuttavia, non è stata raggiunta una posizione condivisa tra gli Stati membri.

Il nodo principale riguarda la scelta di un orario unico: alcuni Paesi spingono per mantenere sempre l’ora legale, altri preferiscono quella solare. In assenza di un accordo, il sistema attuale resta in vigore.

Per ora quindi nulla cambia: l’ora legale accompagnerà i mesi più caldi, fino al ritorno all’ora solare, previsto nella notte tra il 24 e il 25 ottobre.

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